Cultura

Ricci Oddi, figuraccia Klimt alla Galleria di Piacenza

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Da sinistra, Eugenio Gazzola, Patrizia Barbieri e Jonathan Papamarenghi (foto Del Papa)

Ricci Oddi: figuraccia Klimt. Che cosa è successo? Ieri per la Galleria d’arte moderna di Piacenza era il gran giorno: riapertura e finalmente visitatori a tu per tu con il “Ritratto di Signora”, il capolavoro del grande pittore austriaco; l’opera chiave attorno alla quale, dopo tutte le sue peripezie, ruota il rilancio della pinacoteca piacentina.

Chi sapeva della riapertura della Galleria? Quattro Gatti. I lettori della stampa locale e forse nemmeno quelli. Nessuna campagna pubblicitaria e nessuna campagna stampa a 360 gradi degne di questo nome. Battage che potevano partire pancia a terra appena approvato il decreto che riportava l’Emilia-Romagna, come la vicina Lombardia, piena di amanti dell’arte, in zona gialla, con la possibilità di arrivare a Piacenza liberamente.

Pensate che occasione: lanciare il Klimt e il resto della Galleria piacentina sfruttando l’astinenza durata mesi e mesi di migliaia di appassionati; creare un evento video da far diventare virale sui social; portare tv e compagnia cantando in Galleria per dire a tutti che “la Signora” era tornata all’onor del mondo.

Un battage da fila di visitatori in paziente attesa lungo via San Siro. E un vero biglietto da visita per la nuova governance della Ricci Oddi guidata dal professor Fernando Mazzocca, storico dell’arte di fama, di cui però nemmeno ieri, per questa giornata storica, si è vista l’ombra. Insomma, il video-presidente ha brillato una volta di più per la sua assenza, dato che dalla sua nomina a fine dicembre 2020 pare non abbia mai messo piede in Ricci Oddi, e si sia collegato solo in teleconferenza per i Consigli di amministrazione della Galleria.

Ma forse meglio così. Per il Klimt partenza in sordina e solo una trentina di visitatori. E chissà se tra loro è stata conteggiata anche la presenza del sindaco Patrizia Barbieri accompagnata dell’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, che del professor Mazzocca sono stati i più grandi sponsor.

Perché meglio così? Basta dare un’occhiata alla foto dei due amministratori, accompagnati dal vicepresidente della Ricci Oddi Eugenio Gazzola, che correda quest’articolo: il vetro blindato della teca posta a protezione del Klimt riflette chi lo guarda e impedisce di godersi questo capolavoro come merita. Cosa che naturalmente ha indispettito i visitatori, che non dimentichiamo hanno pagato il biglietto.
Oltretutto, pare non fosse così in una versione precedente dell’allestimento approntato dal vecchio Cda, che prevedeva dei pannelli per evitare l’effetto riflesso. Tanto che le visite di esperti come Vittorio Sgarbi e della stessa curatrice del progetto Klimt, Elena Pontiggia, non avevano sollevato il problema.

Che dire, sul Klimt è un vero passo falso, se non peggio, che ha fatto mormorare a qualcuno frasi del tipo “…dilettanti allo sbaraglio…” o “…sembra di vedere una Ferrari guidata da un ragazzo col foglio rosa…”. Intanto, sperando che il problema venga risolto, sottotraccia proseguono i mal di pancia sul dossier pubblicato proprio ieri anche dal sito CityMilano.com. Un dossier che ha messo in piazza gli spiacevoli retroscena – tutti da dimostrare e nel silenzio della governance Ricci Oddi – sul bando del concorso a direttore della Galleria in scadenza a fine mese. Quello sì, visto bene da un vasto pubblico.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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