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Rossi (Buona Destra): per il sindaco di Piacenza vogliamo un candidato moderato

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Da sinistra, Michele Giardino e il leader della Buona Destra Filippo Rossi

Filippo Rossi a Piacenza non si è fatto mancare niente. Abbiamo incontrato il leader della Buona Destra dopo una girandola di incontri che lo ha pienamente soddisfatto. Una tappa del “giro d’Italia” che Rossi sta facendo per preparare l’assemblea costituente del suo movimento che si trasformerà in un partito politico vero e proprio il prossimo 21 novembre a Roma. “Piacenza è una città meravigliosa e il nostro gruppo sta davvero lavorando alla grande, qui stiamo crescendo molto bene”.

Rossi, questo può sembrare un processo naturale: in Emilia, Piacenza è la città che forse vanta più elettori moderati. Però, oltre a forze classiche come Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, da cui arriva il vostro consigliere comunale Michele Giardino, in quest’area gravitano con un certo peso anche i Liberali, forti di un leader storico come Corrado Sforza Fogliani, e Liberi, la lista civica guidata da Massimo Trespidi; diciamo che nel centrodestra c’è un certo affollamento… come pensate di conquistare consensi?
“Noi non siamo nati sia a livello nazionale sia a livello locale per togliere consensi ad altre forze politiche né per conquistare territori. Noi siamo nati per mettere a regime uno spazio politico che purtroppo per l’Italia tende a nascondersi, ad essere succube di altre forze politiche, ad essere marginalizzato”.

Quindi, qual è il vostro obiettivo?
“Noi siamo convinti che una destra moderata, una destra liberale europea, debba essere protagonista della politica italiana e della politica in tutte le città italiane. Se a Piacenza ci sono più forze liberali, ben venga, vuol dire che c’è più possibilità di fare qualcosa di buono per la città insieme”.

La Buona Destra però nell’ultimo periodo si è distinta a Piacenza da partiti come la Lega e FdI per esempio sulla vicenda della Moschea della Caorsana e del Ddl Zan, creando un certo scalpore; forse qualcuno si aspettava da voi una posizione più tradizionalista, allineata a quella delle altre forze di centrodestra…
“Guardi, l’importante in politica sono le idee e non ciò che conviene o l’allinearsi a quel che c’è. Noi siamo dichiaratamente una destra che combatterà e prenderà anche posizioni scomode per difendere la sicurezza degli italiani. Ma detto questo, non possiamo essere una destra che sancisce l’impossibilità di pregare per una comunità religiosa. Sarebbe un tradimento di tutto ciò che significa essere di destra. E agli amici di FdI consiglierei di fare una telefonata a Pietrangelo Buttafuoco, convertito all’Islam, chiedendo a lui, che conosco bene, cosa ne pensa. Ma credo che il problema anche in questo caso sia un altro”.

Ci dica…
“Come sempre siamo di fronte al vizio della propaganda: dire alla gente quello che si vuol sentir dire. E questo senza mai argomentare, spiegare, entrare nel dibattito, e senza mai dividere i fronti, in base a una presunta uniformità ideologica per cui a destra la si pensa in un modo e a sinistra in un altro. In realtà, in tutti i campi, dalla vita sociale all’economia, le cose sono molto più complesse delle semplificazioni che si spacciano in politica. Noi della Buona Destra siamo il luogo della complessità, il che non significa alla fine non dover decidere. Ma davvero, credo che sia una follia anche solo pensare che in una città come Piacenza non ci debba essere un luogo di culto per gli italiani di religione islamica. Una follia che non ha nessun senso, se non quello di andare alla ricerca di applausi facili. Ecco, noi non siamo alla ricerca di applausi facili”.

Fra un anno a Piacenza si vota: cosa avete in mente guardando a questo appuntamento?
“Intanto su scala nazionale dobbiamo prepararci all’obiettivo dell’assemblea costituente di novembre. Sul territorio, e l’ho detto da subito, per tutti gli aderenti ci sarà la piena libertà di decidere le alleanze nelle diverse città a seconda delle esigenze locali, senza gestirle dall’alto. Naturalmente cercheremo il dialogo con le forze più affini alle nostre posizioni; e vista la storia di grande moderatismo politico di Piacenza penso che la Buona Destra avrà molti interlocutori”.

Mi scusi, Rossi, però a Roma lei ha deciso di appoggiare la candidatura di Calenda e non di Michetti, l’alfiere del centrodestra; quindi a Piacenza potrebbe appoggiare anche un candidato sindaco di centrosinistra?
“Non la metterei così… ma la libertà di scelta c’è tutta: per la Buona Destra conta il programma, però contano molto le persone e quello che un candidato sindaco può fare per la città; a Piacenza stiamo crescendo in fretta e magari il candidato lo presenteremo noi, oppure punteremo su un candidato civico vicino alle esperienze moderate. Quello che conta, anche in ambito locale, è non fermarsi a una politica che guardi solo al presente, che faccia sindacato e pensi solo agli interessi di parte, il difetto dell’area sovranista e populista. Il problema da affrontare è il futuro, e guardo soprattutto ai nostri figli: si costruisce pensando a quello che gli lasceremo. Questa è la vera domanda che si deve fare la politica, anche a Piacenza”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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