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A Piacenza 500 morti, ma niente test a casa o dall’auto: per i tamponi di fine isolamento c’è un ambulatorio

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Piacenza è a un passo dai 500 morti per Covid-19. Oggi conta altre 26 vittime, che fanno salire i decessi complessivi a 495 persone. I contagi nella città emiliana sono a quota 2.475, con un incremento di 85 positivi. I dati non sono assolutamente confortanti; anche perché il tasso di letalità apparente (la percentuale di persone positive che muoiono sul totale dei contagiati) è salito al 20%.

Guido Pedrazzini, il direttore sanitario dell’azienda Ausl di Piacenza, dove ci sono 540 ricoverati, ha sottolineato però che in questi giorni c’è stata “una leggera riduzione del numero di polmoniti legate al virus”. Un trend “che ci ha fatto prendere un po’ di fiato: sulle patologie gravi c’è stata una diminuzione del 30%”. E ha aggiunto: “Questo ci fa ben sperare. Ma ci deve convincere che le precauzioni nella vita di tutti i giorni sono fondamentali e devono proseguire”.

D’accordissimo con il dottor Pedrazzini, le precauzioni sul territorio sono fondamentali per evitare il contagio. L’Ausl ha stabilito però che chi ha finito il periodo di isolamento deve uscire di casa e recarsi in un ambulatorio cittadino per fare il tampone. E dopo il test, gettati guanti e mascherina, deve rinchiudersi di nuovo tra le mura domestiche, aspettando senza uscire il responso del laboratorio. Un risultato che può arrivare anche alcuni giorni dopo (e magari è positivo).

Piacenza, nero su bianco

La procedura sulla fine dell’isolamento, che riguarda purtroppo un numero notevole di persone, è riportata sul sito dell’Azienda sanitaria piacentina: “Chi era risultato positivo al virus Covid-19 e i contatti stretti che in queste settimane hanno avuto sintomi, trascorso il termine comunicato dagli operatori aziendali, se in buone condizioni di salute, possono contattare il proprio medico di famiglia per certificare la guarigione e poi fissare un appuntamento (tramite il numero verde 800.651.941) per effettuare i test finali di controllo in un ambulatorio dedicato nella sede Ausl di piazzale Milano 2.
Il certificato medico va portato con sé durante lo spostamento ed eventualmente esibito in caso di controlli da parte delle Forze dell’Ordine.
La guarigione sarà definitivamente certificata solo con due esiti negativi di altrettanti tamponi. Le persone che hanno presentato sintomi, pur senza essere state sottoposte a un test di positività, dovranno seguire lo stesso iter. A loro sarà però richiesto di fare un solo tampone”.

Le domande dei cittadini

La situazione, segnalano diversi cittadini, appare un po’ paradossale rispetto alle misure restrittive e ai divieti che ben conosciamo per evitare il contagio. Così si fanno circolare avanti e indietro decine di persone di cui non si conosce l’effettivo stato di salute, visto che vanno a fare il tampone. Un andirivieni quotidiano che stando alla comunicazione dell’Ausl piacentina coinvolge i test di tutta la provincia.

Oltre a queste considerazioni, ci sono altre domande: perché la sperimentazione del test “drive through”, il tampone direttamente dall’auto, più veloce e sicuro, è partita in altre città dell’Emilia-Romagna e non a Piacenza, dove l’epidemia è più grave? Perché non si può organizzare un test domiciliare per chi ha finito l’isolamento con unità mobili? Il tampone a casa per evitare gli spostamenti di soggetti a rischio non è una novità, e anche a Napoli sono partiti i primi camper.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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