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Covid-19 a Piacenza: con il dottor Cavanna a casa dei pazienti

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Il dottor Luigi Cavanna, primario di Oncologia dell'ospedale di Piacenza

Covid-19 a Piacenza: partite le prime visite domiciliari delle unità speciali di continuità assistenziali ai pazienti già positivi o sospetti positivi segnalati dai medici di famiglia. All’opera anche il dottor Luigi Cavanna, primario di oncologia dell’ospedale di Piacenza e tra i fautori dell’iniziativa.

L’obiettivo delle visite domiciliari “è quello di intercettare precocemente e il più rapidamente possibile casi che possono evolvere verso insufficienza respiratoria da coronavirus”, spiega la dottoressa Anna Maria Andena, del dipartimento Cure primarie dell’Ausl di Piacenza. I team saranno composti da un medico di continuità assistenziale e un medico esperto di ecografia toracica. “E questa metodica – sottolinea Andena – consente di avere una diagnostica precoce”.

I destinatari del servizio delle unità speciali di continuità assistenziali, spiega una nota dell’Azienda sanitaria piacentina, sono primariamente quelle persone che, per età avanzata o per quadro clinico fornito dal medico di famiglia, potrebbero evolversi in modo più problematico. Non c’è quindi nessun numero di telefono da contattare per attivare il servizio. È il medico di famiglia, che continua a essere il riferimento principale della persona, che può segnalare i casi più critici.

In particolare, evidenzia Stefano Nani, coordinatore Emergenza Urgenza, “si invita la popolazione a non chiamare il 118”. È un servizio dedicato alle urgenze. E che rischia di subire rallentamenti per le continue chiamate fatte dai cittadini per chiedere informazioni sulle unità speciali di continuità assistenziale”.

Le quattro unità speciali di continuità assistenziali fanno visite per 12 ore al giorno; e sono equipaggiate con dispositivi di sicurezza e dotati di un ecografo palmare. La sfida, quando possibile, è fare tutto a casa: dal tampone al monitoraggio, alla cura, senza intasare i pronto soccorso e i reparti ospedalieri.

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