
Francesco Rolleri: il presidente di Confindustria Piacenza mette il sigillo al suo primo anno di mandato. Un bilancio raccontato alla stampa in un incontro prima dell’assemblea di fine mese dell’Associazione che si terrà in forma privata il prossimo 28 giugno.
Cosa ne esce? Che le “Sinergie per lo sviluppo”, indicate come il life motive della sua azione un anno fa, sono più che mai al centro delle strategie degli industriali piacentini. Covid o no, piccolo non è più tanto bello, come invece si diceva un tempo. Piccolo oggi è soprattutto difficile per chi vuole crescere sui mercati che non fanno sconti a nessuno. Bisogna fare massa critica, tenere a Piacenza know how e competenze. Ma non per resistere, per giocare sulla difensiva. Per Rolleri è il momento di passare all’attacco, di fare un salto di qualità. Non solo guardando alle alleanze tra gli imprenditori locali, ma anche nel proporre Piacenza come un territorio che ha tutte le carte in regola per attirare gli investimenti di altre imprese, italiane o internazionali che siano, come sta succedendo in altre parti della nostra regione.
Un’ambizione che è emersa chiaramente dai risultati e dai programmi snocciolati dai suoi cinque vicepresidenti Erika Colla, Valter Alberici, Nicola Parenti, Antonio Cogni e Claudio Bassanetti, supportati dal direttore Luca Groppi, che hanno toccato i vari ambiti in cui è impegnata l’azione di Confindustria. Con la consapevolezza che oggi non è più il tempo dei sogni nel cassetto. E che parallelamente vanno affrontate e risolte le criticità che sono ancora tante. Dal tema della formazione dei giovani da inserire nel mondo del lavoro, per avere quei tecnici che non si trovano nell’industria manifatturiera, ai limiti di un territorio che conta ancora troppe carenze, per esempio sul piano della viabilità e delle infrastrutture digitali.
E qui entra in gioco il convitato di pietra che non era seduto al tavolo del forum, ma che aleggiava su molte considerazioni. Quel settore pubblico, dalla Regione ai Comuni, che sul piano politico e burocratico-amministrativo deve diventare l’alleato più solido di questo cambio di marcia. Una soluzione e non un problema. Perché se è in atto una svolta nella mentalità degli imprenditori piacentini, lo stesso deve avvenire nei palazzi del potere pubblico, a partire da quelli di città e provincia. A maggior ragione oggi, per intercettare e sfruttare al meglio i fondi del Pnrr, quelle risorse in arrivo dall’Europa e dal Governo che saranno la linfa vitale per alimentare la ripresa da una crisi mai vista, come quella generata dalla pandemia che ha colpito il nostro territorio in modo durissimo.
Le aziende piacentine ci sono, insomma. Sono in prima linea nell’impresa di fare sviluppo a Piacenza, come ha dimostrato per esempio l’Allied di Valter Alberici che nei giorni scorsi ha salvato la mitica Mandelli, un tempo regina della meccatronica italiana, e che si prepara al suo rilancio. Un messaggio di fiducia, a cui ne seguiranno altri, che più concreto non si può. E che risponde alla domanda che tutti si fanno sulla crescita di Piacenza: se non ora quando?
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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