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Il futuro del Klimt e della Ricci Oddi? Passa dall’asse Barbieri-Reggi

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Ricci Oddi: la brutta figura sul vetro a protezione del Klimt, che impedisce di vedere il capolavoro come si deve, non ha fermato i visitatori. Secondo la Galleria, tutto esaurito domenica 2 maggio, con gli appassionati che comunque hanno desiderato incontrare a tu per tu il “Ritratto di Signora” del grande pittore austriaco.

Che cosa ci lascia questa vicenda? La convinzione che a Piacenza non ci sia ancora una cabina di regia per il rilancio della Galleria e della città dal punto di vista artistico-culturale. Così, alzando lo sguardo, nell’attesa che il vetro della teca venga sostituito al più presto, in molti si augurano che la lezione sia servita per disegnare sul serio almeno il futuro della Ricci Oddi. Uno sviluppo del suo ruolo strategico che passerà sì dall’arrivo del nuovo direttore (al discusso bando si sono presentati 54 concorrenti), ma che prima di tutto dovrà aprire la Galleria alla città.

In che modo? Con nuove e solide alleanze. Come quella che potrebbe nascere stabilmente con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, proprietaria dello spazio XNL di via Santa Franca che confina con la Ricci Oddi. Una sinergia da gestire nel rispetto delle competenze, ma fondamentale a diversi livelli. Per decidere ad esempio di esporre negli spazi di XNL tante opere “nascoste”, che oggi sono imballate nelle cantine della Ricci Oddi. Per progettare insieme, Galleria e Fondazione, eventi di grande portata. E in prospettiva per creare una piccola Brera piacentina. Con al centro la pinacoteca, oltre a XNL potrebbe coinvolgere altri attori a due passi da via San Siro, come la Filodrammatici, in carico alla Fondazione Teatri, e il Conservatorio Nicolini.

Tutto questo non è una novità, intendiamoci. L’esposizione di altre opere della Ricci Oddi nel palazzo ex Enel per esempio è caldeggiata da tempo dal consigliere della Galleria Corrado Sforza Fogliani, presidente esecutivo della Banca di Piacenza e leader storico dei liberali. Anche l’idea di un quartiere dell’arte e della cultura ogni tanto riemerge nei discorsi dei piacentini come un fiume carsico. Uno spazio capace di accogliere i turisti che arrivano in Galleria con eventi attraenti dalle importanti ricadute a vantaggio del centro storico.

Il peso di palazzo Mercanti

In una visione del genere è chiaro che un attore di primo piano dovrà essere il Comune a tutti i livelli e a 360 gradi. Primo perché palazzo Mercanti ha scelto la nuova governance della Galleria e oggi la influenza nettamente. Ha indicato infatti il presidente Fernando Mazzocca (che però finora si è palesato solo in videoconferenza). E ha costruito attorno al noto storico dell’arte un gruppo di tre consiglieri che guida a maggioranza, con quattro voti su sette, il Cda di via San Siro. Stiamo parlando di Giovanni Giuffrida (presidente dell’ordine degli avvocati, indicato dal Comune); Eugenio Gazzola (vicepresidente della Galleria, indicato dalla Prefettura) e Alberto Dosi (indicato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano).

Poi si deve tener conto che qualsiasi scelta sul piano urbanistico, culturale, di sostegno alle iniziative, non potrà che passare, essere stimolata ed avallata dal Comune, che non dimentichiamo paga gran parte dei costi della Ricci Oddi e gode della donazione modale delle opere (sono di sua proprietà, ma per statuto sono gestite in esclusiva dal Cda della Galleria).

L’asse Barbieri-Reggi 

Per la sindaca alla guida della maggioranza di centrodestra, coadiuvata dal suo assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, la Ricci Oddi rappresenta dunque una sfida complessa e dai tempi stretti. Siamo infatti ad un anno dalle elezioni amministrative e la valorizzazione della Galleria è una carta da giocare alla svelta sul tavolo della sua ricandidatura. Ma Patrizia Barbieri avrà un vantaggio. Quello di poter dialogare fra poco anche su questi temi con il nuovo presidente della Fondazione, a cui ha dato il via libera e che ha fermamente sostenuto in questi mesi.

Roberto Reggi, ex sindaco di centrosinistra della città, dopo la cooptazione di Nicoletta Corvi e Luigi Salice nel plenum del Consiglio generale di via Sant’Eufemia, tra pochi giorni verrà eletto senza problemi, prendendo le redini della Fondazione da Massimo Toscani. E in molti si chiedono se il tema Ricci Oddi-XNL sia già entrato nei suoi colloqui con la Piacenza che conta tenuti in quest’ultimo periodo. Reggi deciderà di entrare subito in questa vicenda? Sceglierà un basso profilo o un ruolo da protagonista? Lo vedremo presto. Ma una cosa è certa: il nuovo presidente di Palazzo Rota Pisaroni, in un modo o nell’altro, non sarà insensibile a questa partita importantissima per il rilancio di Piacenza e della sua Galleria d’arte moderna.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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