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Nuovo ospedale di Piacenza e Cau: il governatore de Pascale detta la linea, ma la Conferenza socio-sanitaria dov’è?

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da sinistra: Fabi, Bardasi, de Pascale e Tarasconi

Il nuovo ospedale di Piacenza e i Cau fanno discutere. Partiamo dal primo punto. Venerdì scorso il presidente della Regione Michele de Pascale è arrivato in città con l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, per rassicurare tutti, cittadini e personale sanitario. Il governatore, alla presenza del sindaco Pd di Piacenza, Katia Tarasconi, e del direttore generale dell’Ausl, Paola Bardasi, ha sgombrato il campo da dubbi o incertezze, dettando la linea: il nuovo ospedale si farà e sarà altamente innovativo.

Investimenti, privati e tempi

È stato ribadito che per realizzare il policlinico provinciale saranno investiti complessivamente 296 milioni di euro: 129 di risorse statali, 6,7 di risorse regionali e 160,3 milioni derivanti dal Partenariato pubblico privato (Ppp). Un cambio di rotta confermato rispetto al passato, quando invece si parlava solo di risorse pubbliche.

De Pascale, si legge in una nota della Regione, ha motivato la decisione di coinvolgere i privati da un lato con l’esigenza di individuare i finanziamenti necessari per realizzare una struttura all’avanguardia, integrando le risorse pubbliche; dall’altro con la possibilità di responsabilizzare i costruttori. L’operazione economica prevede infatti che chi si aggiudicherà il Ppp realizzi la struttura, impiegando anche risorse proprie; la Pubblica amministrazione si impegna ad affidargli la manutenzione della stessa, in modo da retribuire l’investimento iniziale. Nel caso in questione, l’impegno durerà trent’anni.

Scanditi anche i tempi per la realizzazione del nuovo ospedale, che sarà costruito sull’Area 5, all’interno della tangenziale, uno spostamento deciso dall’Amministrazione Tarasconi pienamente appoggiato dal governatore emiliano-romagnolo. L’avviso pubblico per raccogliere le candidature delle imprese interessate al Ppp si è chiuso lo scorso 23 dicembre con nove proposte. Il partner sarà individuato entro quest’anno. Poi si procederà alla progettazione per iniziare i lavori entro il 2029 e concluderli entro il 2032.

Cau sotto processo

Passiamo ai Centri di assistenza urgenza. Nati meno di due anni fa e sommersi da mille critiche, i Cau sono stati messi in discussione pubblicamente dal presidente de Pascale e dall’assessore Fabi. Un tema spinoso anche a Piacenza, sebbene Fabi nei giorni scorsi abbia citato i Cau di questo territorio, insieme con quelli di Parma e in alcuni casi del Bolognese, come gli esempi più positivi del servizio nato per sgravare gli accessi ai Pronto soccorso.

De Pascale, in una nota ufficiale ha dichiarato: “È cultura politica di questa terra evitare di osservare i problemi senza fare nulla e la Regione ha sperimentato risposte innovative che, come tali, devono essere sempre oggetto di verifica e miglioramento. Premesso questo, abbiamo tutti a cuore il nostro servizio sanitario, pubblico e universalistico, quindi bene la discussione anche sui Cau, in un’ottica di miglioramento complessivo”.

Poi ha specificato: “Riorganizzeremo ciò che è necessario, facendo tesoro degli esempi più virtuosi della regione. Centrali saranno le Case di comunità e le Aggregazioni funzionali territoriali, per una gestione univoca delle cure primarie e con la massima valorizzazione dei medici di medicina generale”.

Critiche piacentine

A questo deciso cambio di rotta per i Cau, le critiche delle opposizioni non sono mancate anche sul versante piacentino. Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia, vicepresidente dell’Assemblea regionale, sottolinea per esempio il fallimento delle politiche sanitarie del Pd e allarga il campo: “Credo che si dovrebbe compiere un’attenta riflessione anche sull’assetto della rete ospedaliera dove, tra hub e spoke, tra ospedali di comunità e ‘centrali’ nessuno riesce a capirci più nulla”.

La senatrice leghista Elena Murelli, capogruppo in Commissione lavoro e sanità a palazzo Madama, sui Cau attacca i vertici regionali, parlando di “poche idee ma ben confuse”. Mentre la lista civica di centrodestra dell’ex sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, in particolare sul nuovo ospedale, chiede “dai vertici di Amministrazione comunale e Ausl la massima chiarezza e l’apertura a un confronto reale e costruttivo con la città, invece di spot senza contraddittorio”.

Ancora al palo

Resta il fatto che a Piacenza latita il luogo principe dove “discutere” di sanità in rapporto alle esigenze del territorio, evitando per quanto possibile di subire decisioni calate dall’alto. Stiamo parlando della Conferenza socio-sanitaria, dove i sindaci sono in primo piano in quello che viene definito “un organismo di governo delle politiche per la salute e il benessere sociale che garantisce il coordinamento delle politiche sociali, sanitarie e socio-sanitarie per il livello provinciale ed il raccordo tra il livello regionale e quello distrettuale”.

La Conferenza socio-sanitaria di Piacenza infatti è bloccata da mesi sul nodo politico dell’elezione del suo presidente. Le indiscrezioni parlano di trattative ormai vicine al traguardo. Tra nuovo ospedale e riforma dei Cau però il tempo stringe. E forse è davvero il caso che la politica piacentina si dia una mossa per far sentire la sua voce su temi così importanti per la salute dei cittadini del territorio.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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