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Flat tax e Partite Iva: in arrivo i furbetti del 15%

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Flat tax e Partite Iva: i commercialisti di mezza Italia sono al lavoro. Provate a chiamare il vostro e ne avrete conferma. L’obiettivo è semplice: trovare tutti i trucchi per far rientrare i propri clienti nei nuovi regimi minimi/forfettari sotto i 65mila euro di ricavi che consentiranno di godere della flat tax al 15% e di altre agevolazioni fiscali. D’altra parte l’ipotesi è ghiotta: se verrà confermata questa scelta del governo, in sostanza tana liberi tutti. Un vero favore ai soliti furbetti con effetti tutt’altro che positivi per le entrate dell’erario.

Dal nero ai consulenti

Strano che in via XX settembre nessuno dei tecnici del ministro Tria ci abbia pensato. Ma in un quadro del genere per prima cosa i pagamenti in nero potrebbero crescere in modo esponenziale per non superare i 65mila euro. Altro problema: in quanti tra artigiani, professionisti e piccole imprese stanno pensando di smantellare i propri assetti societari da sostituire con tanti singoli soggetti a Partita Iva, in modo da restare sotto questa cifra, ma continuando di fatto a lavorare insieme?

E che dire di tutti i lavoratori dipendenti che a queste condizioni stanno vagliando l’ipotesi di licenziarsi e di trasformarsi in autonomi, magari spinti dallo stesso datore di lavoro? Come segnala pmi.it, a mettere il dito nella piaga c’è pure l’Aidp, l’Associazione italiana direzione del personale. Lancia l’allarme e prevede un boom di finte Partite Iva. Con il rischio che al posto di nuove assunzioni e ricambio generazionale le aziende facciano il pieno di tanti bei “consulenti”.

Flat tax: gli altri vantaggi

Ma non è finita qui. Se la norma annunciata nel Def venisse articolata in tal modo, il piatto si farebbe ancora più succoso per i soliti furbetti. Come ricorda italiaoggi.it, oltre a pagare solo il 15% di tasse sotto il tetto dei 65mila euro, chi rientra nel regime dei minimi/forfettari viene escluso dall’obbligo di due belle scocciature: la fatturazione elettronica e la tenuta della contabilità. Mica male, no?

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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