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Maxi appalto di Piacenza: ricorso al Tar contro le scelte dell’Amministrazione Tarasconi

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Maxi appalto di Piacenza: se il buongiorno si vede dal mattino, forse è meglio preparare gli ombrelli. Formalmente siamo solo ai nastri di partenza, ma le carte sono già in tribunale. Stiamo parlando dell’appalto più importante nella storia del Comune. Una partita da 100 milioni di euro, suddivisi in 10 anni, che si sta giocando in questi mesi alla corte del sindaco Pd Katia Tarasconi.

La notizia è di oggi. La rivela una Determinazione dirigenziale (la n.1763) a firma del comandante della Polizia locale Mirko Mussi, in sostituzione della dirigente dell’Avvocatura Elena Vezzulli, a cui nei giorni scorsi è stata tolta la procura generale dai vertici di palazzo Mercanti. Nel provvedimento si incarica infatti l’avvocato Massimo Calcagnile del Foro di Bologna di difendere il Comune di Piacenza davanti al Tar di Parma. Il ricorrente, la società Renovit, ha impugnato due atti amministrativi che sono alla base del maxi appalto e ha chiesto ai giudici la sospensiva. Se venisse accordata, bloccherebbe l’iter di quest’operazione stabilito dall’Amministrazione Tarasconi, in attesa della sentenza. Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo velocemente il nastro della vicenda.

C’era una volta…

Per capire cosa sta succedendo dobbiamo rifarci a un anno fa. Alla fine di giugno 2023 si presenta a palazzo Mercanti un gruppo d’imprese con una proposta di Partenariato pubblico privato (Ppp). Riguarda la gestione calore e refrigerazione degli immobili comunali, pubblica illuminazione, semafori, fibra ottica, reti digitali. Della cordata fanno parte Iren Smart Solutions, la Toscana Light srl, e due società con sede a Gragnano Trebbiense, la Getec Italia (ex Antas del Gruppo Giglio), concessionaria dell’appalto per la gestione calore del Comune, e la Santa Teresa srl (Gruppo Giglio). L’idea di un unico maxi appalto piace. Così viene costituito un gruppo di lavoro: coinvolge personale del Comune e consulenti esterni, sotto la guida del Responsabile unico del procedimento, il direttore generale Luca Canessa.

Tutto in due giorni

Arriviamo così al 19 marzo 2024, quando la Giunta comunale con la Delibera numero 61 prende atto dell’operazione e del parere favorevole del gruppo di lavoro sulla proposta di Iren e soci; tra l’altro, incarica gli Uffici di procedere alla proroga di una parte dei servizi inclusi nel progetto di Ppp, visto che l’appalto della gestione calore è in scadenza il 30 aprile. Appalto come abbiamo visto in capo a Getec per 14,5 milioni a partire dal 2018.

Intanto, solo un giorno prima, il 18 marzo, viene depositata una Determina dirigenziale, la numero 675, a firma del direttore generale Canessa. Basta con lo spezzatino di appalti comunali: tutti i servizi vanno accorpati all’insegna dell’ottimizzazione e dell’efficienza ottenuta con le economie di scala. Così il super dirigente indica i tre elementi chiave per il maxi appalto: la durata della concessione; l’importo del canone omnicomprensivo, che non dovrà superare la spesa dei diversi servizi per il Comune; il livello di manutenzione ordinaria e straordinaria, e gli investimenti in nuovi interventi per ogni singolo servizio.

Gli altri big player

I tre punti chiave serviranno a individuare la proposta più conveniente tra quelle “recentemente pervenute”, spiega il direttore generale. Tutte saranno esaminate dal Comune per arrivare alla scelta di un progetto di Ppp che poi sarà posto a base di gara. Se la vincitrice sarà una cordata diversa da quella individuata dal Comune come proposta-base, quest’ultima potrà agire in prelazione alle medesime condizioni offerte dalla prima classificata.

Nel frattempo infatti alcune società del settore dei servizi energetici integrati si sono fatte avanti con altrettante proposte di Ppp. Come per esempio la cordata composta da A2A e Siram; poi ce ne sarebbe una capitanata da Edison, per non parlare di quella che vede in campo Renovit, società che fa capo Snam e Cassa depositi e prestiti. Tutti big player che danno l’idea della posta in gioco a Piacenza.

Mal di pancia e proroghe

Qui però cominciano i mal di pancia sulla poca trasparenza dell’operazione, visto che la Delibera 61 viene dapprima secretata in toto dall’Amministrazione; poi, dopo le proteste delle opposizioni, viene resa pubblica, ma mantenendo top secret gli allegati del provvedimento. Così montano le perplessità anche nella maggioranza di centrosinistra. Meglio sarebbe stato procedere dall’inizio con un avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni d’interesse, mettendo tutti gli operatori sullo stesso piano, dicono i critici; se non addirittura procedere con una delibera quadro del Consiglio comunale, per fissare i punti cardine dell’operazione.

In questo clima non certo favorevole, a metà maggio arriva in Consiglio comunale la variazione di bilancio che riguarda anche la proroga del servizio calore. Una proroga di tre anni concessa a Getec, che però si potrebbe ridurre a seconda dell’iter del maxi appalto: se la gara arriverà prima, viene stabilito tra Amministrazione e concessionario, il rapporto di fornitura si interromperà per lasciare spazio nel caso al nuovo gestore dei servizi omnicomprensivi. Tuttavia, la scelta viene criticata dalle opposizioni, e fa discutere anche in maggioranza, per i tempi lunghi della proroga e per la cifra in gioco di oltre 7 milioni di euro.

Appaltone in tribunale

Così arriviamo ad oggi e al ricorso al Tar su quello che ormai tutti chiamano “l’appaltone”, che dovrebbe essere in aula a Parma il prossimo 26 giugno per la sospensiva. Il ricorrente Renovit chiede proprio l’annullamento della proroga triennale dell’appalto a favore di Getec e della Delibera 61. Un risultato che se fosse raggiunto, praticamente metterebbe in crisi tutto quanto stabilito finora a palazzo Mercanti sul maxi appalto di Piacenza.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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