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Piacenza, scoppia il caso del locale “La Ragazzetta”: il centrodestra attacca la Giunta Tarasconi su canoni e diritti d’autore

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L'inaugurazione de "La Ragazzetta" lo scorso 4 luglio (foto Pagani)

A Piacenza scoppia il caso del locale “La Ragazzetta”, situato sotto i portici di Palazzo Mercanti, sede del Municipio. I consiglieri comunali di opposizione (Civica Barbieri-Liberi, Fratelli d’Italia e Lega) hanno presentato oggi due interrogazioni urgenti indirizzate al sindaco Pd Katia Tarasconi. Al centro delle contestazioni figurano i rapporti economici tra l’Amministrazione di centrosinistra e il nuovo gestore, con rilievi che spaziano dal rischio di danno erariale al mancato rispetto degli accordi “culturali” con la Galleria Ricci Oddi.

A condurre le attività del locale da qualche settimana è il Monteleone Group che opera su scala nazionale nel settore della ristorazione e dei servizi turistici integrati. A Piacenza si è aggiudicato una concessione della durata di 18 anni per un valore stimato superiore ai 18 milioni di euro. Il contratto include la gestione del bar-ristorante, dell’Ufficio di informazione turistica Iat e del Salone monumentale di Palazzo Gotico (vedi l’articolo sotto).

Lo sconto che fa discutere

L’interrogazione più rilevante sul piano economico-giuridico depositata dalla minoranza accende i riflettori su uno sconto giudicato quantomeno anomalo. «Secondo quanto deliberato dall’Amministrazione – spiegano i consiglieri – al gestore del bar “La Ragazzetta” verrebbe riconosciuto lo scomputo del canone annuo di concessione, pari a 34.442 euro per 10 anni, a fronte della cessione degli arredi del locale che diventeranno di proprietà comunale tra 18 anni, cioè al termine della concessione».

L’opposizione evidenzia così forti perplessità sulla convenienza dell’operazione per le casse pubbliche: «Comprenderemmo un meccanismo di scomputo collegato a opere di ristrutturazione o restauro del noto immobile comunale, situato proprio nel Palazzo del Municipio; ma è ben diverso rinunciare a entrate dovute in cambio di arredi che, dopo 18 anni di utilizzo quotidiano in un’attività aperta al pubblico, avranno inevitabilmente subito un forte deprezzamento». In più, «prima di procedere a simili operazioni servirebbero quantomeno delle perizie asseverate e soprattutto si doveva procedere con condizioni di gara più chiare rispetto all’articolo 9.2 della concessione in tema di regime economico».

Concorrenza e parità di trattamento

Il timore dell’opposizione riguarda anche il rispetto delle norme europee sulla concorrenza. «Il punto politico è semplice: modificare oggi l’equilibrio economico della concessione può alterare le condizioni essenziali del rapporto e rischia di compromettere il principio della parità di trattamento tra i concorrenti». In sostanza, una simile agevolazione, se nota fin dall’inizio, avrebbe potuto spingere altri operatori a partecipare alla gara pubblica.

I consiglieri chiedono quindi se l’Amministrazione abbia valutato il rischio di ricorsi al Tar. E domandano «se esista una perizia tecnica che dimostri come il valore dei pochi arredi in questione dopo 18 anni di utilizzo, sia realmente equivalente ai circa 350mila euro di canoni ai quali il Comune rinuncia, tra l’altro introducendo una disparità di trattamento notevole rispetto a tutte le altre attività commerciali cittadine».

La nostra iniziativa, evidenziano, «non è rivolta contro l’attività commerciale, ma esclusivamente a tutela dell’interesse pubblico». Perché «quando si rinuncia a centinaia di migliaia di euro di entrate comunali è doveroso dimostrare che la scelta sia pienamente legittima, economicamente conveniente e soprattutto rispettosa delle regole che garantiscono la concorrenza. Su questo chiediamo al sindaco risposte chiare e documentate».

Quali vantaggi per la Ricci Oddi?

L’altra interrogazione affronta invece l’utilizzo del marchio legato al celebre dipinto “Ritratto di signora” di Gustav Klimt. Il nuovo nome del locale, “La Ragazzetta”, richiama infatti l’opera giovanile “Backfisch”, nascosta sotto il capolavoro che si può ammirare alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. Secondo la ricostruzione degli esponenti del centrodestra, «tra la Ricci Oddi e il gestore del nuovo locale di Palazzo Mercanti sarebbero stati definiti gli elementi essenziali di un accordo per la concessione dei diritti di utilizzo dell’opera di Klimt, comprensivi del pagamento dei relativi corrispettivi economici».

Tuttavia, sottolineano i consiglieri, «nonostante l’attività commerciale stia già da settimane utilizzando il nome e l’immagine della cosiddetta “Ragazzetta” su molteplici supporti e nella propria comunicazione, risulterebbe che tale accordo non sia stato formalmente sottoscritto, nonostante le legittime insistenze della Galleria, e che i diritti previsti non siano stati versati».

 Se questa ricostruzione fosse corretta, «ci troveremmo davanti a una situazione incomprensibile: un soggetto privato beneficerebbe del richiamo commerciale di uno dei simboli culturali di Piacenza senza rispettare gli impegni economici che sarebbero stati concordati proprio a tutela della Galleria. Cosa ancora più grave è che a farlo sarebbe proprio chi è affidatario di un servizio per 18 anni del Comune».

Le dichiarazioni di Tarasconi

Secondo gli esponenti del centrodestra, «la questione assume un rilievo anche paradossale, alla luce delle dichiarazioni rese dal sindaco Tarasconi durante l’inaugurazione del locale». L’operazione infatti «venne presentata come un’iniziativa finalizzata a sostenere e valorizzare la Ricci Oddi. Se davvero l’obiettivo era quello di generare un beneficio per la Galleria è indispensabile sapere se tale beneficio si sia concretizzato; oppure se, al contrario, il gestore stia già sfruttando il prestigio dell’opera senza aver adempiuto agli obblighi previsti».

L’interrogazione chiede quindi all’Amministrazione «di chiarire se il gestore abbia effettivamente sottoscritto gli accordi e corrisposto i diritti pattuiti. In caso negativo, i consiglieri domandano quali iniziative il Comune intenda assumere nell’ambito delle proprie competenze nei confronti del concessionario del servizio pubblico, che già in poche settimane ha generato numerose polemiche, qualora fosse accertato un utilizzo dell’opera difforme dagli accordi. Qualora invece gli accordi risultassero regolarmente perfezionati, viene chiesto di renderne noti durata, contenuti, autorizzazioni adottate dal Consiglio di amministrazione della Galleria, corrispettivi economici, royalties o altre forme di sponsorizzazione previste, oltre alla data del loro effettivo versamento».

La Ricci Oddi, concludono i firmatari, «custodisce un patrimonio che appartiene all’intera comunità. Proprio per questo ogni utilizzo commerciale dell’immagine delle sue opere deve avvenire nel pieno rispetto delle regole e degli accordi. Chiediamo doverosa trasparenza e la certezza che ogni euro dovuto alla Galleria sia stato effettivamente riconosciuto. Se così non fosse, il Comune ha il dovere di intervenire».


Monteleone Group si aggiudica a Piacenza la gestione di Palazzo Gotico, servizi turistici e Barino


 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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