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Canepari (Snami Piacenza): sulle vaccinazioni medici di famiglia sempre in prima linea

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Nel riquadro, Davide Canepari, presidente dello Snami di Piacenza

Davide Canepari rivendica con forza il ruolo dei medici di famiglia piacentini nella campagna di vaccinazione contro il Covid-19. Il presidente provinciale dello Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani), affiancato dalla collega Antonella Beoni, responsabile comunicazione dell’organizzazione, vuole smentire alcune interpretazioni circolate negli ultimi giorni secondo cui i medici di medicina generale parrebbero defilati nella profilassi in corso.

“Non è assolutamente così”, afferma Beoni. “Tutti i medici di medicina generale sono impegnati quotidianamente nei loro ambulatori o nei centri vaccinali creati per questa campagna. Coloro che hanno lo studio nei centri di medicina di gruppo, e quindi hanno a disposizione infermeria, locali e personale adeguati, vaccinano nel loro ambulatorio; gli altri invece lo fanno partecipando al lavoro dei centri vaccinali”. Senza dimenticare, aggiunge Beoni, “che stiamo andando a vaccinare a domicilio i nostri pazienti con problemi di deambulazione”. 

D’altro canto, la Regione Emilia-Romagna, dopo una prima fase impostata su base volontaria, poi è stata chiara: “Tutti i medici di famiglia devono aderire alla campagna vaccinale; e forse s’è creata un po’ confusione perché alcuni colleghi stanno ancora definendo dove farlo, una scelta che dovranno comunicare all’Ausl entro il 17 maggio”. Comunque, “mentre ci apprestiamo ad affrontare la fascia 50-54 anni, già oggi si può dire che nei centri vaccinali la presenza dei medici di famiglia è preponderante”, conclude la dottoressa Beoni.

Canepari: fare chiarezza

In questo quadro, per il presidente Canepari va chiarito ai pazienti e all’opinione pubblica perché molti medici di famiglia non vaccinano e non vaccineranno gli assistiti contro il Covid nei loro studi. “Non stiamo parlando delle normali campagne anti-influenzali, dove Piacenza è una delle prime province in assoluto dell’Emilia-Romagna, proprio grazie al nostro lavoro. Il nocciolo della questione è insito nelle difficoltà di gestione dei vaccini anti-Covid. Questi farmaci presentano diverse criticità, prima e dopo la loro somministrazione, che un medico con un ambulatorio individuale non può affrontare da solo”.

Non si tratta quindi di cattiva volontà, prosegue Canepari,”ma di scegliere la soluzione migliore, prima di tutto nell’interesse degli assistiti che si devono sottoporre a questa profilassi. Stiamo parlando infatti non di vaccini già pronti, come nel caso di quelli anti-influenzali, ma che vanno preparati. Basti pensare che nel caso dello Pfizer si parte da una conservazione a -70 gradi. Poi c’è il problema della diluizione delle dosi, con i medici che dovrebbero partecipare ad un apposito corso per poter procedere a questa preparazione. In seguito, si passa alla gestione delle singole dosi da estrapolare da ogni fiala che ne contiene 5 o 6. Il tutto con la necessità di inocularle nel giro di qualche ora e la predisposizione di una serie appuntamenti inderogabili, a cui i pazienti non possono mancare, per evitare di buttare il farmaco”.

Non basta. Bisogna tener conto “dei tempi necessari alla compilazione della documentazione richiesta prima di procedere alla vaccinazione. E della disponibilità di appositi spazi dove tenere in osservazione il paziente dopo l’inoculazione, che parte da almeno un quarto d’ora per assistito”, aggiunge il presidente dello Snami.

Il no dell’Ausl all’alternativa

Anche per continuare la normale attività del medico di famiglia, dalla cura delle cronicità alle visite in ambulatorio e a domicilio, “è chiaro quindi perché i colleghi che non hanno lo studio a Piacenza o nelle cittadine principali della provincia in centri di medicina di gruppo hanno deciso o decideranno di appoggiarsi ai poli vaccinali approntati dall’Ausl”.

Una scelta che per Canepari, “nei centri minori, dove sono presenti in maggior numero i medici di famiglia con ambulatori singoli, poteva avere una valida alternativa potenziando i punti di vaccinazione di prossimità utilizzati con successo per le vaccinazioni degli over 80, allestiti dai Comuni della provincia in ambulatori pubblici, palestre e così via”.

Purtroppo però, “nonostante i medici di famiglia avessero dato la loro disponibilità a vaccinare nei punti di prossimità anche il sabato e la domenica, secondo l’Ausl di Piacenza ciò non è stato possibile per la carenza del personale infermieristico a disposizione, costringendo così i pazienti e i medici di medicina generale a spostarsi nei centri maggiori”, conclude il presidente dello Snami.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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