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Girometta: la mia verità su Terrepadane, Coldiretti e Consorzi Agrari d’Italia

Gabriele Girometta sembra tranquillo nonostante siano giornate di fuoco. Il sindaco di Cortemaggiore è al centro delle polemiche sul rinnovo dei vertici di Terrepadane. La Coldiretti di Piacenza è divisa in due fazioni che si stanno combattendo senza esclusione di colpi. C’è chi vuole che Terrepadane resti indipendente, come i candidati nella lista capitanata dal presidente uscente Marco Crotti; e chi nell’altra lista, in cui milita ai vertici Girometta, punta invece all’entrata di Terrepadane in Consorzi agrari d’Italia (Cai). Con la sfida elettorale che si consumerà il 14, 15 e 16 maggio.

Girometta, il presidente di Confagricoltura Filippo Gasparini, tra i principali oppositori di Cai, l’ha invitata a ripensarci: cosa risponde?
“All’amico Gasparini dico che bisogna precisare bene come stanno le cose. Oggi parliamo di un rinnovo delle cariche in Terrepadane con due liste che si andranno a contendere la governance del Consorzio. Coldiretti mi ha chiesto di candidarmi e ho accettato. Poi, anche da amministratore pubblico e alla luce di tutto quello che sta succedendo sul piano generale, vedi Recovery plan e Pnrr, credo che il progetto d’integrazione in Cai vada valutato attentamente prima di esprimere un giudizio definitivo. Sarà poi l’assemblea dei soci di Terrepadane, che è sovrana, a decidere del suo futuro. E le dirò, mi auguravo che già in questa fase elettorale ci potesse essere un’ampia partecipazione dei soci, ma purtroppo non sarà così”.

A cosa si riferisce?
“Beh, la governance uscente di Terrepadane finora ha fatto di tutto per ridurre la partecipazione dei soci al voto. E questo mi dispiace. Sono un sindaco e i miei azionisti sono i cittadini: non ho mai avuto paura di sottopormi al giudizio degli elettori”.

Il suo invece è un giudizio duro sull’operato del Consiglio di amministrazione uscente di Terrepadane…
“Guardi, in un solo seggio a Piacenza in tre giorni si dovranno convogliare 1.350 soci, compresi quelli di Milano, Pavia e Lodi. Se non ricordo male la sola provincia Pavia conta 186 Comuni, non so se mi spiego, ricordando a tutti che la pandemia è ancora in corso. E ciò vale non solo per i soci di Terrepadane iscritti a Coldiretti, ma anche per quelli di Confagricoltura. Forse il presidente Gasparini si dovrebbe preoccupare di questa situazione che limita l’espressione del voto, anche col blocco delle deleghe, e non delle mie posizioni personali”.

E allora parliamo di lei: si dice che su Cai abbia cambiato idea nell’ultimo mese, dopo la chiamata alle armi di Coldiretti. Lei era già considerato tra i papabili alla presidenza del Consorzio di Bonifica; e adesso il suo nome circola per la presidenza di Terrepadane e di Coldiretti Piacenza, in caso di vittoria della lista favorevole a Cai.
“Senta, io non mi sono candidato a nessuna di queste posizioni. La decisione di scendere in campo per Terrepadane è stata determinata anche da una serie di valutazioni emerse in Forza Italia, il mio partito, dove rivesto la carica di commissario provinciale. Valutazioni, come ho già sottolineato, che partono da un perimetro più ampio e vanno a parare anche sui fondi in arrivo dall’Europa. Siamo davvero sicuri che sull’agricoltura piacentina non serva ragionare in tal senso, attraverso aggregazioni come Cai, in grado di sfruttare al meglio queste opportunità? Siamo sicuri che il localismo basti per rispondere ai consumatori, che oggi chiedono agli agricoltori garanzie sempre più stringenti sulla qualità dei prodotti anche sul piano ambientale? E poi, ripeto, non dimentichiamo che chi deciderà sull’eventuale entrata in Cai non sarà il nuovo Consiglio di amministrazione che andremo ad eleggere…”.

Quindi tanto rumore per nulla?
“Non capisco perché si sia voluto far salire così tanto la tensione su questo passaggio elettorale. Si poteva serenamente discutere del nuovo Consiglio di amministrazione di Terrepadane con l’impegno da parte di tutti a valutare successivamente in modo approfondito l’opportunità di integrazione in Cai; una scelta da far votare all’assemblea dei soci, come ieri tra l’altro ha deciso anche Consorzio Agrario del NordEst, guidato dal presidente di Coldiretti nazionale Ettore Prandini“.

Piacenza perderà un importante centro decisionale, se Terrepadane convoglierà in Cai?
“Sono pragmatico e sono favorevole a quello che serve per preservare e sviluppare al meglio l’agricoltura piacentina, posto che un Consiglio d’amministrazione a Piacenza resterebbe comunque, anche se Terrepadane entrasse in Cai. E poi, un conto sono i progetti economici, un conto i sentimentalismi. Pensi all’Avvocato Agnelli…”.

In che senso, scusi?
“Non credo che se 50 anni fa gli avessero detto che la Fiat sarebbe diventata a maggioranza francese l’avvocato Agnelli avrebbe fatto i salti di gioia; eppure è successo, perché la Fiat possa continuare a produrre auto. Ma tornando al mondo agricolo, vorrei rispondere anche a chi continua ad agitare lo spauracchio di Federconsorzi”.

Del crack di Federconsorzi…
“Appunto: le sembra che si possa parlare di crack quando i creditori sono stati liquidati con il 76% di quanto loro dovuto? Io credo di no”.

Insomma, Girometta: perché ritiene che il progetto Consorzi Agrari d’Italia possa far bene all’agricoltura piacentina?
“Dico che bisogna analizzarlo al meglio, anche guardando alle sue partecipazioni – altri consorzi, Bonifiche Ferraresi, banche, Cassa Depositi e Prestiti – ma senza pregiudizi. Poi decideremo per il bene dei soci di Terrepadane e dell’agricoltura piacentina. Vorrei chiudere però con un’altra considerazione”.

Prego, ci dica…
“La Coldiretti di Piacenza che oggi sembra così divisa ed è tanto criticata, negli anni ha sempre difeso e preservato il nostro Consorzio senza se e senza ma, per il bene di tutti gli agricoltori. E credo che sarà così anche questa volta”.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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