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David Rossi: il giallo di Siena arriva al Consiglio superiore della magistratura

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David Rossi e Monte Paschi: sul giallo di Siena potrebbero cambiare molte cose. E addirittura sul caso potrebbe muoversi il Consiglio superiore della magistratura. Le Iene hanno dedicato un nuovo servizio alla tragica scomparsa di David Rossi, caduto da Palazzo Salimbeni la sera del 6 marzo 2013 nel pieno della crisi di Mps. Una morte archiviata due volte come suicidio, ma che lascia aperti molti dubbi. E hanno raccolto soprattutto le dichiarazioni della teste mai sentita, Lorenza Pieraccini. 

La testimone fantasma

All’epoca dei fatti Pieraccini era la segretaria di Fabrizio Viola, Amministratore delegato di Monte Paschi, secondo le Iene imputato di falso in bilancio e aggiotaggio per i suoi anni alla banca senese. Indicata tra le persone sentite a verbale dalla Procura, la Pieraccini invece non è mai stata interrogata dai magistrati. Un errore ammesso nell’irrituale comunicato stampa divulgato il 25 ottobre dal presidente del Tribunale Carelli Palombi e dal procuratore capo Vitello, per difendere gli uffici giudiziari dalle critiche sulle indagini. Tuttavia, la testimonianza della Pieraccini per loro “non avrebbe aggiunto alcunché al quadro probatorio già cristallizzato“. A quanto pare invece la signora Pieraccini aveva parecchie cose da raccontare.

Rivelazioni coraggiose

Innanzitutto l’ex segretaria di Viola conferma alle Iene di non essere mai stata sentita dai magistrati e si dice dubbiosa sulla tesi del suicidio. Poi Pieraccini getta con coraggio una nuova luce sulla mail di David Rossi in cui annunciava a Viola “Stasera mi suicido, sul serio, aiutatemi“. Una mail in seguito sparita dal computer dell’Ad. Inviata alle 10.13 del 4 marzo, per l’ex segretaria sarebbe stata vista da Viola che invece ha dichiarato ai magistrati di non ricordare di averla ricevuta. Addirittura la Pieraccini sostiene di averla stampata e portata a Valentino Fanti, il responsabile della segreteria dell’Ad di Monte Paschi.

David Rossi aveva paura?

In più la Pieraccini si sofferma su altre tre mail inviate quel giorno da David Rossi a Viola. Messaggi in cui il responsabile della comunicazione di Mps si rimangia l’intenzione di parlare con i magistrati della disastrosa situazione della banca. Quando manda le mail? Dopo aver capito che Viola non è disponibile a fare da tramite con gli inquirenti. E Pieraccini sottolinea l’impressione che David Rossi le abbia scritte spinto dalla paura che qualcuno avesse saputo o avesse capito le sue intenzioni. Una chiave di lettura che avvalora l’ipotesi di come il manager temesse per la sua vita.

L’intervento al Csm

Dopo aver visto questo servizio delle Iene è intervenuto Pierantonio Zanettin, membro laico di Forza Italia del Consiglio superiore della magistratura. Zanettin ha chiesto al Comitato di presidenza del Csm l’apertura di una pratica per “valutare eventuali profili di incompatibilità ambientale o funzionale” a carico dei vertici del tribunale e della procura di Siena. A colpire in particolare il membro del Csm è stata proprio l’intervista di Pieraccini, mai ascoltata dalla procura senese “nonostante pare evidente avesse molto da dire“. Un testimonianza oltretutto valutata ex post dai magistrati senesi come sostanzialmente inutile, mentre il servizio del programma di Italia1, per il membro del Csm “dimostra esattamente il contrario“.

Le perplessità di Zanettin

Ma non basta. Secondo Zanettin “desta peraltro perplessità l’iniziativa dei vertici di tribunale e procura della repubblica di Siena di emanare un comunicato stampa che ripercorre le indagini – ancora molto controverse e passibili di una riapertura – al fine di fornire alla pubblica opinione ‘un quadro di informazioni corretto e completo’, ma testualmente ‘senza alcuna pretesa di verità‘”. Insomma, le cose per i magistrati senesi si complicano. Ma la domanda a cui rispondere resta sempre la stessa: David Rossi si è davvero suicidato oppure è stato ucciso?

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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