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Piacenza e “lo schiaffo” di Lonely Planet: di chi è la colpa?

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Piacenza: il Gotico in Piazza Cavalli

Piacenza, quando si parla di turismo in Emilia-Romagna, non fa notizia. Almeno per Lonely Planet. La storica guida, amata da moltissimi viaggiatori in tutto il mondo, ha appena incoronato la regione come la migliore meta d’Europa del 2018. Un riconoscimento prestigioso, che mette in luce come l’Emilia-Romagna meriti ormai di entrare definitivamente tra le destinazioni turistiche principali del nostro Paese.

Gli esperti di Lonely Planet hanno celebrato così le invidiabili bellezze di Ferrara, Ravenna, Parma, Bologna e Rimini. Senza dimenticare località minori, come Brisighella o la Busseto di Verdi. E poi naturalmente tante lodi alla cultura gastronomica della regione, per Lonely Planet tra i motivi principali che giustificano un soggiorno in Emilia-Romagna. Con citazioni ad esempio per la mortadella, il ragù e i tortelli bolognesi, per l’aceto balsamico modenese, e per il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma.

Piacenza dimenticata

Su Piacenza invece nemmeno una parola. Certo, non ci sono i mosaici ravennati o il Castello estense. E nemmeno le Torri degli Asinelli o il Battistero di Parma. Ma forse c’era qualcosa da dire anche sulle sue bellezze. Se Piacenza non può competere con Ferrara o Bologna, a Parma si avvicina. Palazzo Farnese, le Gallerie Alberoni e Ricci Oddi, gli affreschi del Guercino in Duomo o del Pordenone in Santa Maria di Campagna (oggi visibili da vicino) non sono certo attrazioni di serie B. E che cos’hanno da invidiare Bobbio e Castell’Arquato a Brisighella e Busseto? Per non parlare delle tradizioni enogastronomiche piacentine, dai salumi ai vini pregiati che si producono nelle sue valli.

Serve un salto di qualità

Insomma, dopo la sconfitta nella corsa a Capitale della Cultura 2020, nomina finita ad appannaggio proprio di Parma, ecco “lo schiaffo” di Lonely Planet. Ma è stata una scelta consapevole degli esperti della guida australiana o una mancanza dettata dalla scarsa conoscenza dei “tesori” piacentini? Per carità, può starci anche questo, nessuno è perfetto.

Ma è soprattutto Piacenza che deve farsi un esame di coscienza. Perché forse non si sa valorizzare e non si sa raccontare. Quindi, se vuol fare un salto di qualità nel mondo del turismo, esprimendo tutte le sue potenzialità, Piacenza deve cambiare marcia e farsi conoscere meglio e di più. Perché occasioni come quelle offerte da Lonely Planet non capitano tutti i giorni. Ed è un vero peccato farsele sfuggire, a maggior ragione quando si gioca in casa.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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