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Centrosinistra, caccia al candidato sindaco: le divisioni nel Pd e la papessa straniera…

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Un'assemblea di Alternativa per Piacenza, tenuta al Teatro Trieste 34

Centrosinistra: il nodo del candidato sindaco di Alternativa per Piacenza è venuto al pettine. E si può parlare senza remore di alta tensione. Quella che c’era per esempio l’altra sera alla direzione del Partito democratico. Quattro i nomi sul tavolo: quelli dei consiglieri comunali Stefano Cugini e Christian Fiazza, della consigliera regionale Katia Tarasconi e dell’ex assessore regionale Paola Gazzolo. A questi si sarebbe aggiunta la disponibilità dell’ex deputato Marco Bergonzi.

Nessun passo indietro

Morale: a quanto si sa, venerdì scorso nessuno dei candidati avrebbe fatto un passo indietro. Tutti in corsa, tutti convinti di essere la figura vincente. E dire che in molti da quella riunione si aspettavano già una scrematura. Cioè un primo passaggio che la prossima settimana avrebbe portato sul tavolo di Alternativa per Piacenza al massimo un paio di nomi usciti dai dem.

Nomi pesanti, se non definitivi, per sfidare Patrizia Barbieri la prossima primavera, perché arrivano dall’azionista di maggioranza della coalizione di centrosinistra. Certo, da confrontare con quelli di altri possibili candidati esterni al Pd; ma con un’allure capace di dare una decisa accelerazione alla ricerca del candidato sindaco. Una scelta per qualcuno ormai impellente. A maggior ragione dopo che nel centrodestra hanno serrato i ranghi, grazie all’accordo Barbieri-Trespidi che ha sancito l’entrata di Liberi nella maggioranza.

Slittamento a Natale?

Invece niente. Va detto che c’è ancora un po’ di tempo per arrivare alla candidatura del centrosinistra promessa per Santa Lucia. Ma adesso, visto l’impasse nel Pd, l’annuncio potrebbe slittare a Natale. Il nome di Roberto Reggi, ha ricordato qualcuno, all’epoca era uscito allo scoperto solo un paio di mesi prima del voto. La fretta non è una buona consigliera, e forse servono altre consultazioni col tessuto socioeconomico cittadino, sottolineano altri aggrappandosi alla parola condivisione, anche per stemperare le richieste dei partner in Alternativa per Piacenza di giorno in giorno più pressanti.

Pro e contro

Tutti i nomi del Pd al vaglio della direzione piacentina del partito hanno pro e contro in chiave elettorale. Di Cugini, per esempio, si apprezza il lavoro prima di assessore della Giunta Dosi, e oggi di capogruppo a palazzo Mercanti. Ma i critici lo vedono sempre un po’ troppo schierato a sinistra, e quindi non sarebbe in grado di attirare i voti di centro. Fiazza, già stimato presidente del Consiglio comunale, potrebbe calamitare più moderati, ma sconterebbe perfino il fatto di essere un avvocato come il sindaco Barbieri…

E Tarasconi? Conosce benissimo la città, è stata assessore con Reggi e poi con Dosi. Per qualcuno però piacerebbe più al centro che a sinistra. E per lei, all’opposto di Cugini, il limite sarebbe proprio questo; senza dimenticare che dietro il suo nome molti vedono la figura di Reggi, nel centrosinistra considerata divisiva. Oltretutto, se in città contava già prima, dopo la nomina a presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano l’ex sindaco oggi ha moltiplicato il suo peso specifico.

Paola Gazzolo come Tarasconi, viene ben vista da chi ritiene che solo una donna possa battere Patrizia Barbieri. Ma dopo l’esperienza di assessore regionale (oggi a Bologna è nello staff di Bonaccini), in diversi continuano a ritenerla un po’ lontana dalla città e dai suoi problemi.

La papessa straniera

Quindi? Mentre si discute sui nomi Pd anche con toni accesi, qualcuno non solo dalle segrete stanze di Alternativa per Piacenza sonda il mondo esterno. Va alla ricerca di quella “papessa straniera”, proveniente dalla cosiddetta società civile, che potrebbe mettere d’accordo tutti, accettando il programma già in stato avanzato di stesura, ed evitando il proliferare dei veti incrociati che alla lunga potrebbero fare danni gravi nella coalizione di centrosinistra.

Anche qui i nomi si sprecano. Dopo quelli della psicologa Francesca Cavallini e dell’ingegner Caterina Pagani, adesso c’è la moda dei medici… Chissà, forse per provare a lenire i dissapori. Si è passati così da quello di Daniela Aschieri, primario del reparto di cardiologia dell’ospedale, che però avrebbe declinato l’invito, a quello di Stefania Calza, medico dell’Ausl di Piacenza e dirigente del Centro salute donna. La dottoressa, che piace anche a sinistra, pare stia valutando. Ben nota in città nel mondo del volontariato, Calza è tra i fondatori dell’Associazione Arcangelo Dimaggio. E vanta importanti esperienze con Emergency al fianco di Gino Strada.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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