Opinioni

Comunali: la sfida Barbieri-Tarasconi e il fattore dehor di piazzetta Plebiscito

comunali-la-sfida-barbieri-tarasconi-e-il-fattore-dehor-di-piazzetta-plebiscito
Katia Tarasconi e Patrizia Barbieri all'inaugurazione del nuovo pronto soccorso dell'Ospedale di Fiorenzuola: la prima foto insieme dopo l'annuncio della candidatura di Tarasconi contro quella del sindaco uscente di Piacenza

Comunali di Piacenza: nel centrosinistra apparentemente regna una volitiva sicurezza. A sentire i tam tam dalle parti di via Roma, dove ha sede il Partito democratico in città, Katia Tarasconi è già diventata la vera protagonista della campagna elettorale. Sarebbe lei l’avversario da battere e non il sindaco uscente Patrizia Barbieri, offuscata dall’arrivo sulla scena della consigliera regionale e delle sue alleate del momento, l’onorevole Paola De Micheli e l’ex assessore regionale Paola Gazzolo, che pare si candideranno per un seggio a palazzo Mercanti.

Tuttavia, dopo gli entusiasmi liturgici sulla candidatura di Katia Tarasconi a sindaco di Piacenza per la coalizione che fa capo al Pd (Articolo1, Emilia-Romagna Coraggiosa, Psi, Piacenza Più e Piacenza Oltre), a cui si sono aggiunti Azione e Italia viva, arrivano le prime riflessioni. Riflessioni che non devono scalfire le apparenze di facciata nel centrosinistra, ma che dietro le quinte tengono banco e preoccupano anche nella maggioranza uscente di centrodestra.

Nemiche-amiche?

Tarasconi e Barbieri si conoscono bene e hanno molte amicizie in comune; sul piano politico-istituzionale da anni frequentano gli stessi ambienti. Non sappiamo se si apprezzano o se si sono cordialmente antipatiche. Di certo si rispettano. E sarà difficile che si attacchino direttamente l’un l’altra in campagna elettorale sull’onda di quella che dovrebbe essere comunque una sana competizione agli occhi dei cittadini.

Un accordo non scritto che però potrebbe durare poco; come abbiamo già visto in altre campagne elettorali partite col fioretto, alla fine potrebbe saltare per un pugno di voti, a un metro dalla vittoria, non lesinando così anche momenti di forte tensione che sono da mettere in conto da qui al 29 maggio, probabile data del primo turno elettorale.

Guru contro guru

Su questo sottile crinale nei team creati attorno alle due candidate sindaco si stanno approntando le prime strategie, che coinvolgono non solo gli esponenti delle forze politiche pronti a scendere in campo. Nel centrodestra, per esempio, si guarda con alte aspettative agli indirizzi del guru Mauro Ferrari, ingaggiato dalla maggioranza e coadiuvato dall’ex sindaco di Castell’Arquato Alberto Fermi; mentre nell’entourage di Tarasconi pare sia molto ascoltato Nicola Bellotti, il patron di Blacklemon, nota agenzia di comunicazione piacentina.

Insomma, per ora tutti all’insegna del bon ton. Uscite come quella del leader leghista Matteo Rancan, che di recente ha attaccato la triade Tarasconi-De Micheli-Gazzolo, sono da considerare episodi estemporanei. Però indicano un livello di tensione in crescita, che in futuro sarà difficile da controllare appieno.

Il caso dehor

Nel frattempo sul cammino delle due candidate sindaco alle Comunali si stagliano all’orizzonte i primi ostacoli. Uno dei più spinosi, che prima o poi andrà affrontato e che potrebbe rivelarsi un boomerang sia dall’una che dall’altra parte, è quello del dehor del ristorante Twin Fish nella centralissima piazzetta Plebiscito.

La proprietà del locale, da sempre più o meno collegata alla famiglia Tarasconi, ha ottenuto nell’ormai lontano 2019 dall’Amministrazione Barbieri la possibilità di erigere un dehor dalle dimensioni rilevanti e da insediare non solo di fronte all’entrata del ristorante.

Così, ad opera appena iniziata si è scatenata subito la contrarietà di molti cittadini. E nei giorni scorsi l’architetto Stefano Benedetti ha depositato a palazzo Mercanti una petizione coordinata da Comitato piazzetta Plebiscito e Fondo ambiente e territorio: chiede la rimozione del dehor per il mancato rispetto di una serie di vincoli che non sarebbero stati valutati nel modo dovuto da Comune e Soprintendenza.

Si aspettano risposte

Il deposito della petizione è avvenuto il 7 marzo scorso. E da allora non ci sono state reazioni politiche ufficiali né da una parte né dall’altra. Ma i primi 518 firmatari del documento (perché intanto la raccolta di adesioni continua), tutti potenziali elettori alle Comunali moltiplicati per famigliari e amicizie, aspettano al varco centrodestra e centrosinistra.

Un caso di scuola trasversale. E se vogliamo il fattore dehor rappresenta un po’ la punta dell’iceberg del confronto elettorale che molti cittadini si aspettano sui futuri programmi per rivitalizzare il centro storico di Piacenza, da anni in profonda crisi. A maggior ragione considerando che se da una parte abbiamo il sindaco uscente, dall’altra con Katia Tarasconi c’è un ex assessore al Commercio del centrosinistra che ha governato la città con la Giunta Dosi, prima dell’avvento del centrodestra targato Patrizia Barbieri nelle Comunali del 2017.

Dehor e sinistra

Ma c’è di più. Non va dimenticato che nel centrosinistra allargato ad Alternativa per Piacenza (5 Stelle, Sinistra Italiana, +Europa, Europa Verde, Piacenza in Comune), coalizione oggi capitanata dal candidato sindaco ex Pd Stefano Cugini, il tema del dehor di piazzetta Plebiscito aveva già tenuto banco. E nei mesi scorsi aveva generato una profonda frattura, apparsa evidente dai commenti favorevoli e contrari alla struttura piovuti sui social.

A suo tempo tra l’altro era stato uno dei principali esponenti di ApP, il consigliere di Piacenza in Comune Luigi Rabuffi, ad attaccare formalmente l’Amministrazione Barbieri con una mozione sul dehor di piazzetta Plebiscito. Una mossa che però sul piano squisitamente politico per molti osservatori puntava il dito anche verso la consigliera regionale del Pd, all’epoca nella rosa dei candidati sindaco dell’intero centrosinistra, con l’intento di sbarrarle la strada verso le Comunali.

Così il fattore dehor anche qui potrebbe tornare a galla. E diventare uno scoglio per le manovre di riavvicinamento tra Tarasconi e Cugini in vista del probabile ballottaggio elettorale tra lei e Patrizia Barbieri.

Website |  + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.