Economia

Agenzia delle entrate: se fa domande a sorpresa, l’accertamento è nullo

Per la Commissione tributaria di Reggio Emilia gli ispettori del fisco non possono fare domande impreviste ai contribuenti e pretendere una risposta immediata.

agenzia entrate

L’Agenzia delle entrate non può fare domande a sorpresa al contribuente. In più, se il contribuente risponde in modo impulsivo, le sue dichiarazioni non sono valide. E quindi l’accertamento che ne consegue è nullo. Lo sostiene la sentenza numero 38/2/2017 della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia. Il Fisco dunque non può toccare argomenti non inerenti ai temi della convocazione. E questo sia che l’incontro si svolga nella sede dell’Agenzia delle entrate che in quella del contribuente.

Agenzia delle entrate: regole chiare

Prima di tutto il Fisco deve rispettare in ogni caso il diritto alla difesa del contribuente e il principio della buona fede, seguendo delle specifiche procedure, a partire dalla sua convocazione:

• l’Agenzia delle entrate deve informare il contribuente con un preavviso via raccomandata, con avviso di ricevimento o con il messo notificatore.
• Il contribuente ha il diritto di farsi rappresentare da un terzo delegato.
• Alle domande dell’Agenzia delle entrate il contribuente ha la possibilità di dare risposta entro un termine non inferiore a 15 giorni.

Agenzia delle entrate: rispondere con calma

Come segnala anche “La legge per tutti“, in fase di controllo per valutare un eventuale accertamento, l’Agenzia delle entrate  ha il potere di chiedere chiarimenti al contribuente. Per esempio, sulla sua situazione economica, sul suo livello di reddito, o su operazioni che possono apparire poco chiare. Ma quando gli ispettori del fisco sottopongono il contribuente a una serie di domande a sorpresa, insistendo per avere una risposta al momento, le informazioni ottenute in questo contesto non possono essere utilizzate come base della successiva rettifica del reddito. Insomma, se arriva l’Agenzia delle entrate, mai farsi prendere dal panico. E non si deve pensare di peggiorare le cose, se non si dà una risposta immediata ai suoi ispettori. Non c’è nulla da temere? Bene. Ma è sempre meglio prendere tempo, avvalendosi della possibilità di rispondere nel termine minimo di 15 giorni.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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