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Meloni e Salvini: adesso Giorgia corre da sola?

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Giorgia Meloni ha cominciato bene l’anno nuovo. Gli ultimi sondaggi di Ixè (3-7 gennaio) danno ancora in crescita Fratelli d’Italia, che ormai vede l’11% delle intenzioni di voto. Qualche giorno fa il Times l’ha indicata tra le 20 persone più influenti del 2020. Una stima che consolida questa “passione” tutta anglosassone per la Meloni già manifestata a ridosso delle elezioni del 2018 dal Guardian, che addirittura ne pronosticava l’ascesa a palazzo Chigi.

Tutto bene dunque? Pare proprio di sì, a parte forse un certo nervosismo per questa crescita che si può manifestare nei partiti alleati del centrodestra. Partiti che invece vivono momenti decisamente meno eclatanti di FdI. La Lega, in leggero calo ma sempre primo partito italiano (29,5%), attende il 20 gennaio con trepidazione, quando la Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato deciderà sull’autorizzazione a procedere contro Salvini per la vicenda migranti-nave Gregoretti. Forza Italia, ormai nettamente staccata (gravita attorno al 7%), fa sempre i conti con l’immobilismo causato da un Berlusconi senza eredi politici.

Testa a testa

Ma è nel Carroccio dove forse si teme di più l’ascesa della Meloni. Sempre secondo Ixè, nel sondaggio effettuato per Carta Bianca (il programma in onda su Rai3 di Bianca Berlinguer), la leader di FdI ha superato Salvini nel gradimento personale (33% a 32) e oggi è seconda solo a Conte (40%).
Si tratta di un’ascesa che potrebbe accelerare soprattutto al Sud, se Salvini dopo il 20 finisse sulla graticola per essere giudicato dal tribunale dei ministri catanese. Dopo una fiammata d’orgoglio, qualcuno nell’elettorato leghista potrebbe guardarsi intorno. E trovare un porto sicuro tra le fila di Fratelli d’Italia, indipendentemente dai risultati delle regionali di Calabria ed Emilia-Romagna del 26 gennaio.

Cambio di passo

D’altra parte ormai da un po’ di tempo (i maligni dicono dopo aver doppiato la boa del 10%) la Meloni nelle sue dichiarazioni fa distinguo sempre più netti dal populismo tipico dei leghisti. E di certo, come dimostrano gli articoli stranieri, la leader di FdI all’estero è più rispettata di Salvini, che “ha fatto tanti errori in politica internazionale e ora inizia a pagarli tutti”, ha spiegato Klaus Davi a Il Giorno. La Meloni “dice sì cose forti, ma con un linguaggio pacato e più istituzionale; tanto da rassicurare l’establishment angloamericano sulle garanzie che vengono chieste all’Italia”. E questo è indubbiamente un punto a suo favore anche sul piano interno, capace di attirare simpatie nell’elettorato di centro e nei palazzi del potere.

Altre frecce all’arco della Meloni? L’essere una donna giovane e volitiva nella dialettica. Con una comunicazione via via più ficcante di quella del leader leghista, che dopo gli exploit su migranti e sicurezza non riesce più a trovare nuove parole d’ordine. E che oggi, in attesa della decisione della Giunta del Senato, sembra arenato sulla deriva berlusconiana del “mi vogliono far fuori per via giudiziaria”.

La differenza di passo tra i due leader del centrodestra emerge ultimamente anche da un esempio, fatto sempre da Davi. Con il video virale Sono italiana, sono cristiana, lei “ha saputo parlare ai giovanissimi, un target che non segue la politica, e ha saputo usare l’ironia a suo favore”.
Insomma, forse è ancora presto per pronosticare quanto la Meloni realizzerà da queste simpatie crescenti. Ma la signora ha “il passo del maratoneta”. E quindi, che piaccia o no, di lei sentiremo ancora parlare a lungo.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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