Piacenza

Presidente della Provincia, a Piacenza centrodestra diviso: tra Gandolfi e Galvani il terzo gode?

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Romeo Gandolfi e Paola Galvani

Presidente della Provincia di Piacenza: ancora una settimana per decidere le candidature che si contenderanno la guida dell’Ente di via Garibaldi. I nominativi devono essere depositati entro il 4 settembre. Cioè 20 giorni prima del voto fissato per sabato 24, che coinvolgerà nel segreto dell’urna 557 amministratori locali, tra sindaci e consiglieri comunali.

Il tempo stringe. E dopo aver perso il sindaco di Piacenza, il centrodestra adesso rischia un’altra sconfitta. Vediamo perché, nonostante sulla carta abbia ancora i numeri per uscire vittorioso da questa sfida, prevalendo su Monica Patelli, il sindaco di Borgonovo in pole position per diventare la candidata del centrosinistra a presidente della Provincia. 

Sul tavolo del centrodestra al momento ci sono due nomi di rilievo. Da un lato il sindaco di Fiorenzuola, Romeo Gandolfi, indicato dalla Lega. Dall’altro Paola Galvani, prima cittadina di Rottofreno ed esponente di Forza Italia. Ma il braccio di ferro va avanti da settimane, senza che nessuno dei due abbia dato segni di cedimento.

La sponsor di Galvani

Oltre alla spinta che arriva dal suo partito, la candidatura di Galvani è sostenuta da un altro sponsor, che per lei starebbe facendo carte false, c’è chi dice addirittura più dei vertici locali di Forza Italia. Stiamo parlando dell’ex sindaco di Piacenza ed ex presidente della Provincia Patrizia Barbieri. Di Galvani ha la massima stima, la conosce bene, visto che è stata la sua vice in via Garibaldi. E di certo, se il sindaco di Rottofreno arrivasse alla presidenza, Barbieri ne diventerebbe una consigliera molto ascoltata.

L’imprimatur di Patrizia Barbieri però non conta solo per il suo prestigio personale. L’ex sindaco di Piacenza mantiene un ruolo di rilievo nell’elezione del presidente della Provincia. Come leader della lista civica che porta il suo nome, è a capo del manipolo più nutrito di consiglieri comunali di minoranza a palazzo Mercanti. Sono cinque, lei compresa, mentre Fratelli d’Italia ne ha tre e la Lega uno.

Così, nel conteggio ponderato tra i voti degli amministratori che eleggeranno il nuovo presidente, quelli dell’area Barbieri nel centrodestra potrebbero essere determinanti. Perché il consenso degli amministratori di Piacenza pesa di più di quello dei colleghi dei Comuni più piccoli della provincia; un valore determinato via via sulla base della popolazione rappresentata.

Per risolvere la situazione a favore di Galvani, impegnata personalmente in una serrata campagna elettorale, qualcuno, pare l’onorevole Tommaso Foti di FdI, avrebbe proposto le primarie tra lei e Gandolfi. Ma dopo un sommario conteggio delle possibili preferenze, gli sponsor di Galvani avrebbero fatto un passo indietro nel timore di non riuscire a prevalere sul sindaco di Fiorenzuola.

Lega e dissapori

Sull’altro fronte per ora la Lega starebbe sostenendo lealmente la candidatura di Gandolfi. Al tavolo delle trattative c’è il referente provinciale del Carroccio Luigi Merli, sindaco di Cortemaggiore, delegato dal suo concittadino e coordinatore di Lega Emilia, il consigliere regionale Matteo Rancan.

Tuttavia la partita politica appare difficile anche sul piano personale. I bene informati sostengono che tra Gandolfi e Barbieri da anni non corra buon sangue. Tutto nascerebbe proprio da quanto accaduto in via Garibaldi nell’ottobre del 2018: in lizza per la presidenza, Gandolfi era stato superato all’ultimo dalla candidatura di Barbieri. A quel punto, come sindaco di Fiorenzuola, secondo Comune della provincia di Piacenza, quantomeno sulla carta Gandolfi doveva diventare il suo vice; ma eletta presidente, Barbieri aveva bocciato il suo nominativo, virando proprio su Galvani.

Gandolfi batta un colpo

Anche stavolta il ticket per la vicepresidenza potrebbe avere il suo peso. Sembra infatti che gli sponsor di Galvani abbiano proposto ai leghisti di inserire in questo ruolo il loro consigliere provinciale e comunale di Rivergaro Giampaolo Maloberti.

Un’operazione divisiva che non sarebbe piaciuta a diversi esponenti del Carroccio; gli stessi che però a questo punto chiedono a Gandolfi di battere un colpo con maggiore convinzione. Infatti il sindaco di Fiorenzuola finora si sarebbe affidato soprattutto al battage del partito che l’ha candidato; e più di tanto non starebbe cercando personalmente consensi per arrivare alla guida della Provincia, mentre Galvani è sul campo da tempo, sfruttando tutte le sue relazioni.

Il terzo nome

In quest’impasse, che al momento non lascia intravedere passi indietro di Galvani o Gandolfi, da qualche giorno c’è chi avrebbe cominciato a muoversi su un terzo nome da proporre agli amministratori locali di centrodestra. Per il ruolo di presidente della Provincia, che prevede un’indennità pari a quella del sindaco di Piacenza (a regime circa 11mila euro lordi mensili, compresi gli emolumenti da primo cittadino), ci sarebbero al vaglio alcune candidature.

Si parla del giovane sindaco di Carpaneto, Andrea Arfani, rieletto a pieni voti (ma senza quelli di Forza Italia) nel giugno scorso. Gettonato anche il nome del primo cittadino di Morfasso Paolo Calestani, saldamente in sella per il secondo mandato dal 2019. Un altro che potrebbe sfruttare la crepa aperta dallo scontro tra Gandolfi e Galvani, sembra sia il sindaco di Bettola Paolo Negri, sempre rieletto a giugno con un bell’exploit, però senza i voti leghisti. E chissà che non sia proprio un concittadino di Pier Luigi Bersani a battere la candidata del centrosinistra il prossimo 24 settembre.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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