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Non è uno scherzo: un sordomuto all’ufficio informazioni dell’ospedale di Senigallia

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Un giovane sordomuto e una storia assurda. Una vicenda da guinness dei primati alla voce delirio burocratico. Partiamo dai fatti. Siamo a Senigallia, nelle Marche. Giulio (il nome è di fantasia) ha 34 anni. Purtroppo è sordomuto da sempre. Soffre infatti di ipoacusia bilaterale congenita e cerca un lavoro stabile e dignitoso, cosa più che dovuta a una persona nelle sue condizioni. Finalmente, dopo tante difficoltà, Giulio viene assunto a tempo indeterminato dall’Azienda sanitaria marchigiana.

Contento? Certo che sì, ma c’è un problema. E non da poco. La stessa Azienda sanitaria certifica che Giulio è idoneo al lavoro di videoterminalista e nel documento c’è l’espressa prescrizione di non adibirlo ad attività di front office e di relazioni con il pubblico.

Qui però arriva l’incomprensibile cortocircuito burocratico. Da quasi due anni Giulio è impiegato all’ufficio protocollo dell’ospedale di Senigallia, anche con le funzioni che la stessa Asur aveva escluso. E cioè di front office e relazione con gli utenti.

Chi sono i sordi?

Ma c’è di più, perché a Senigallia non si scherza. Giulio naturalmente ha chiesto di essere spostato ad altro incarico. La prima sollecitazione del giovane sordomuto è addirittura del giugno 2018 e la seconda del febbraio di quest’anno.
Secondo voi ha ricevuto una risposta? Naturalmente no. Esasperato, Giulio allora si è rivolto all’avvocato Corrado Canafoglia dell’Unione nazionale consumatori per ottenere il dovuto spostamento in un altro ufficio del nosocomio di Senigallia.

“È una storia inverosimile di un giovane affetto da sordomutismo che vuole lavorare, affrancarsi e vivere una normale quotidianità pur con tutte le difficoltà e vorrebbe non trovare ostacoli ulteriori da chi dovrebbe aiutarli ad eliminarli, l’azienda ospedaliera in primis”, spiega il legale di Giulio a ilrestodelcarlino.it.

Vademecum dell’assurdo

“Può un sordomuto essere addetto a un front-office e doversi relazionare continuamente con utenti che pongono quesiti e si aspettano risposte?”, si chiede Canafoglia, che sottolinea come una collocazione del genere risulti “chiaramente problematica sia per il dipendente, sia per l’utenza e quindi in ultimo per l’azienda stessa”.

Poi, l’avvocato affonda il coltello nella vicenda burocratica marchigiana con altre domande che sembrano uscite dal vademecum dell’assurdo. “È possibile che tutto questo accada all’interno di un ospedale? Ma soprattutto è possibile che un ufficio dell’Azienda sanitaria rilasci un certificato, prescrivendo che il giovane non venga adibito ad attività lavorativa con contatti con il pubblico ed un altro ufficio invece lo metta al front office?”.

Speriamo che questa incredibile vicenda finisca presto e nel modo dovuto. Ma di certo qualcuno a Senigallia dovrà spiegare perché un disabile come Giulio stia affrontando tutto questo per avere ciò che gli spetta alla luce della sua condizione che merita tutt’altro rispetto.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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