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Positivi a Piacenza: regole uguali per tutti?

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Positivi a Piacenza: il Covid torna a far paura? Giusto correre ai ripari velocemente. In un territorio dove la pandemia ha mietuto quasi mille vittime ufficiali non può essere che così. E con più di cento contagi negli ultimi tre giorni quantomeno la prudenza è d’obbligo.

Giusta quindi la decisione del Sindaco Patrizia Barbieri sulle mascherine obbligatorie anche all’aperto, che ha anticipato le misure nazionali. Giusti i richiami ai cittadini, a partire dagli studenti, perché evitino gli assembramenti. Giusti quelli dell’Ausl perché chi manifesta dei sintomi anche generici si attivi subito per controllare le sue condizioni con il medico di famiglia.

Insomma, stendere una rete a maglie strette che parta dal senso civico-sanitario di ognuno di noi è indubbiamente la base per evitare altre tragedie che nessuno vuol più rivivere, cercando al contempo di mantenere il livello vitale delle attività economiche. Ma poi, quando ti imbatti in storie come quelle che vi andremo a raccontare, i dubbi sul rispetto delle regole ti vengono eccome.

Cosa succede a scuola?

La prima storia riguarda la scuola. Filtrano notizie, naturalmente coperte dall’anonimato per evitare rappresaglie individuali. Dopo i casi riscontrati nei loro istituti, ci sarebbero presidi che chiedono uno snellimento delle procedure per far rientrare il personale prima del termine della quarantena. Con docenti che rischiano così di violare le disposizioni sanitarie generali, per ovviare alle emergenze scolastiche causate dalla disorganizzazione e dalla carenza di personale.

Cosa succede nelle forze dell’ordine?

La seconda storia arriva a denti stretti dalle forze dell’ordine, e scusate se siamo ancora così generici. Nei giorni scorsi in un ufficio ci sarebbe stato un caso di positività. I colleghi della persona ammalata hanno chiesto ai superiori se dovevano andare in quarantena. La risposta è stata no. E in attesa del tampone insistentemente richiesto, si continua a lavorare come niente fosse, dimenticando che chi indossa una divisa ha una famiglia, amici, una vita fuori da caserme e uffici, e che il virus non seleziona in base alle stellette.

Positivi a Piacenza: dare l’esempio

Ecco, chiedere ai cittadini comportamenti draconiani e poi sapere di casi che oltretutto riguardano dipendenti pubblici, dove il rischio del contagio passa in secondo piano, genera solo confusione e preoccupazione in chi nel suo piccolo sta facendo tutto il possibile per evitare una ripresa del Covid.

In soldoni: per strada mi devo mettere la mascherina e poi se al lavoro il mio collega è positivo non vado in quarantena? Sia chiaro, il nostro non è allarmismo o disfattismo per corroborare le tesi dei negazionisti, tutt’altro. Ma forse qualcuno nelle stanze dei bottoni deve predicare bene e razzolare altrettanto bene. E dato che il virus non aspetta, deve farlo alla svelta.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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