Giovanni Fattori: Piacenza dal 29 marzo al 29 giugno ospiterà una delle mostre più importanti mai realizzate sul grande pittore toscano, definito nel titolo della rassegna per il bicentenario della sua nascita “il genio dei Macchiaioli”. Un evento preannunciato da ilmiogiornale.net lo scorso dicembre e presentato ieri a palazzo Xnl dal respiro quantomeno nazionale che riaccende i riflettori culturali sulla città emiliana.
Il ritorno di Mazzocca
Capitanata dal presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, sotto l’egida di Rete Cultura Piacenza, l’operazione Fattori ha preso corpo fino a definire i suoi contenuti con un’esposizione di 190 opere che vedremo a Palazzo Xnl (170) e nella vicina Galleria Ricci Oddi (20). Pragmatica e premiante la scelta di recuperare, dopo averlo messo alla porta nel 2022, l’ex presidente della Galleria di via San Siro. Quel grande esperto dell’Ottocento italiano che risponde al nome di Fernando Mazzocca, prima firma con Giorgio Marini ed Elisabetta Matteucci della mostra piacentina dedicata a Fattori. Prodotta da Dario Cimorelli Editore, la rassegna vede il sostegno della Banca di Piacenza e la collaborazione di Galleria Ricci Oddi, Comune di Livorno (città natale di Fattori, 1825-1908) e Fondazione Livorno.
Nella scia di Guercino e Klimt
L’investimento è di quelli importanti: circa 700mila euro. Una cifra che potrebbe essere ripagata dal flusso dei visitatori, con ricadute significative soprattutto sul tessuto economico del centro cittadino. Una storia già vista a Piacenza con eventi di successo nazionale. Pensiamo ai 100mila visitatori per la mostra sul Guercino nel 2017 o agli oltre 65mila per l’esposizione dedicata a Klimt tre anni fa. Ripetersi non sarà facile, ma anche questa mostra su Fattori potrebbe dare grandi soddisfazioni, soprattutto se sarà ben sostenuta sul piano della promozione e della comunicazione.
Insomma, il fattore Fattori può far riscoprire Piacenza e i suoi tesori a chi arriva per godersi il genio dei Macchiaioli, diventando un volano per l’offerta culturale della città, come ha sottolineato il sindaco Katia Tarasconi. Ma serve continuità. Il cambio di passo ci sarà, solo se si andrà oltre l’una tantum della grande mostra che apre e chiude i battenti senza nulla a seguire, come purtroppo è avvenuto nei casi di Guercino e Klimt.
Il fattore chiave
Qui entra in gioco il fattore Reggi. Perché il presidente della Fondazione si avvia al secondo mandato senza avversari in città. E dalla tolda di comando di via Sant’Eufemia nei prossimi quattro anni può muovere risorse determinanti per sviluppare e radicare un’offerta culturale che punti ad attirare l’attenzione su Piacenza con almeno una grande mostra annuale.
Gli ingredienti ci sono tutti. Rete Cultura Piacenza, che oltre alla Fondazione annovera Comune, Provincia, Diocesi, Regione Emilia-Romagna e Camera di Commercio dell’Emilia, si sta rivelando un collettore chiave, con l’appoggio esterno di notevoli sostenitori come per esempio la Banca di Piacenza. Una coesione che può fare la differenza per attirare quel turismo culturale che la città e il suo territorio si meritano per le tante bellezze che hanno da offrire.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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