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Nuovo ospedale di Piacenza: senza principe azzurro niente favola a lieto fine

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Nuovo ospedale di Piacenza: la favola continua. Scusate l’ironia per un tema così importante. Ma di questo “Castello” si parla da anni, con la sua realizzazione che ormai pare diventata un miraggio. E adesso, come in ogni favola che si rispetti, è entrato in scena anche un nuovo personaggio: “Il principe azzurro”.

La Regione Emilia-Romagna nelle scorse settimane ha annunciato infatti per la prima volta che il nuovo ospedale di Piacenza non si farà tutto con fondi pubblici ma con un parternariato pubblico-privato (Ppp). L’aumento dei prezzi oggi ha portato il costo dell’opera a 296 milioni di euro. Di questi, solo 136 milioni arriveranno da fonte pubblica. Il resto, e cioè ben 160 milioni, li dovrà sborsare un privato. E per ora questo principe azzurro, pronto a portarli in dote per costruire il castello, ancora non c’è.

Tempi lunghi

Per scoprire se mai arriverà, bisognerà attendere con pazienza. Perché i tempi sono lunghi. A dettarli è stata Paola Bardasi, direttore generale dell’Ausl, nella Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss) tenuta oggi a palazzo della Provincia davanti a uno sparuto gruppo di sindaci del territorio, solo 13 su 46 (Piacenza, Castel San Giovanni, Borgonovo, Bobbio, Ferriere, Rivergaro, Pontenure, Carpaneto, Ottone, Cadeo, Rottofreno, Besenzone, Villanova), come racconta Filippo Mulazzi su IlPiacenza.it.

Per il nuovo ospedale di Piacenza «si prevede entro la fine dell’anno di avere le condizioni per dare avvio all’iter tecnico amministrativo e partire con una manifestazione d’interesse sul mercato», ha spiegato Bardasi. «Non sarebbe ancora la vera gara per la costruzione; ma chiederemo ai privati se qualche soggetto fosse interessato a gestire e costruire con noi il percorso verso il nuovo ospedale. Se sarà più di uno, attueremo una procedura selettiva». Nel caso si trovasse davvero il principe azzurro? Anche a lui verrà qualche capello bianco: i lavori dureranno quasi 8 anni (93 mesi) prima del collaudo, previsto nel 2032.

Solo adesso?

Quel che lascia perplessi è quanto ha affermato Bardasi per rassicurare i presenti alla Ctss sulla bontà dell’operazione. Il parternariato pubblico-privato «è un modello che si sta usando sempre più spesso; perché garantisce celerità nelle procedure e sposta i rischi dall’appaltatore al contraente. C’è convenienza economica. È un modello sdoganato».

Tanto che, a suo dire, il Ppp è stato utilizzato in Emilia negli anni scorsi per gli ospedali di Carpi (Modena), Vaio (Fidenza-Parma), Sant’Orsola (Bologna) e Baggiovara (Modena). Con il privato che a Piacenza potrebbe ottenere in cambio del suo investimento «la gestione della manutenzione nei decenni successivi. E anche i servizi alberghieri».

Lungi da noi pensare che il coinvolgimento di un privato sia un problema, perché l’importante è che a tutti i cittadini sia garantito il diritto alla salute e alle cure al di là delle condizioni economiche. Ma se era tutto così chiaro, sdoganato da anni, perché pensare al Ppp anche per il nuovo ospedale di Piacenza solo adesso?

Fuoco incrociato

Paola Galvani, sindaco di Rottofreno di centrodestra, ha accusato la Regione. «L’ospedale “green e moderno” mette in secondo piano il fatto che si doveva realizzare con 280 milioni di euro “pubblici”. Sarebbe stato più onesto, da parte della Regione, dire che i soldi per Piacenza non ci sono più. E pubblicamente dovrebbe dire che fine hanno fatto i soldi promessi nel corso degli anni».

A dargli manforte il sindaco di centrodestra di Castel San Giovanni e presidente della Ctss, Lucia Fontana: «Gli otto anni che servono per costruire l’ospedale sono già passati e dobbiamo ancora iniziare. Il Ppp sconcerta, non era mai stato citato ed è uscito come un coniglio dal cilindro della Regione, dopo che per anni si era affermato altro».

A difendere la Regione ci ha pensato Katia Tarasconi. Secondo il sindaco di centrosinistra di Piacenza, «il Ppp è ormai un modello consolidato per la sanità pubblica. La cosa non mi scandalizza e non condivido la polemica. Sarebbe impossibile, con i tassi richiesti dai mutui odierni, costruire il nuovo ospedale. E il presidente Bonaccini non ha mai detto che tutto l’importo era coperto dalla Regione».

Così, tra le scintille delle prime cittadine, si è chiuso l’ultimo capitolo della favola sul nuovo ospedale di Piacenza. Per il prossimo non siamo pessimisti, ma per il lieto fine serve un principe azzurro con 160 milioni nel forziere e non sarà facile trovarlo.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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