Cultura

De André: ognuno ha il suo Faber che gli racconta la vita

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Fabrizio De André l’ho conosciuto che avevo 9 anni. Il 45 giri semiclandestino del Pescatore, vietato dalla nonna, e il vecchio giradischi di mio zio hanno fatto scattare la scintilla. E da allora, più di quarant’anni fa, non ho smesso di ascoltare la sua voce.

Non so se ha ragione Fernanda Pivano che l’ha definito un poeta fra i più grandi del Novecento. Per me col tempo De André ha poco a che fare. Non ha segnato un’epoca, come molti in questi giorni si ostinano a dire. Anche se è morto da vent’anni, e questo dispiace, è sempre lì a dire la sua con uno sguardo e un’ostinazione disarmanti. Così, ogni giorno che passa, qualsiasi cosa canti, ci trovo sempre qualcosa del mio quotidiano.

Attenzione però, Faber non è un tipo simpatico e malleabile, e non sempre sono d’accordo con lui. De André è uno che ti accompagna ma ti urta, ti fruga dentro e ti dice le cose senza pietà. E non è di nessuna consolazione anche quando parla di chi sta peggio di te. A volte ne discuto con gli amici e ognuno naturalmente ha opinioni diverse. C’è chi lo ama per la sua anarchia, chi per la sua sottile capacità di raccontare i sentimenti, chi banalmente perché gli ricorda un periodo felice della sua vita.

Anch’io come tutti ho dei ricordi legati alle sue canzoni. Ma ogni volta che ascolto De André è po’ come se lui li cancellasse e ne creasse dei nuovi. Magari sono io che ho incontrato qualcuno, ho visto un film oppure ho letto qualcosa che mi ha colpito. E alla luce di queste novità lui mi canta un’altra storia. Questa per me è la sua forza, che si accompagna alla sua dannazione. Mai contento, sempre di traverso, ma capace di raccontarti la vita come pochi altri al mondo.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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