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Berlusconi: il tandem Toti-Carfagna salverà Forza Italia?

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Berlusconi sforna l’ultimo gioco di prestigio. Tira fuori dal cilindro il coniglio per provare a salvare quel che resta di Forza Italia. Anzi, stavolta i conigli sono due: Giovanni Toti e Mara Carfagna. Entrambi sono stati nominati coordinatori del partito. Il governatore della Liguria, a un passo dalla scissione, è rientrato a pieno titolo al vertice del partito dopo mesi di guerriglia e sarà il responsabile del Nord. La vicepresidente della Camera coordinerà invece Forza Italia nel Mezzogiorno.

Sull’orlo del baratro

Un compromesso sull’orlo del “baratro” (definizione di Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, il quotidiano di famiglia), quello architettato da Berlusconi. Con l’obiettivo di arrivare a un congresso autunnale del partito, magari in odor di primarie, per decidere il leader di Forza Italia da affiancare alla sua inattaccabile presidenza.

Chiaro che dietro le quinte di questa decisione ci saranno stati sonori mal di pancia da parte di chi il partito, più o meno nell’ombra, l’ha gestito finora (Ronzulli, Ghedini, Tajani?), portandolo all’allarmante risultato negativo delle Europee ben al di sotto del 10% e con gli ultimi sondaggi che addirittura evidenziano il sorpasso di Fratelli d’Italia.

Partita doppia

Per Toti e Carfagna la partita non sarà facile e si preparano di certo molte rese dei conti (basti ricordare i veleni per l’esclusione della seconda dalle liste per le Europee). Con un rapporto da ricostruire anche tra i due nuovi coordinatori dopo gli attacchi della Carfagna a Toti.

Berlusconi stavolta però non aveva alternative e si è rimangiato strali e minacce verso il governatore ligure. Toti è l’uomo più indicato per gestire e rilanciare il dialogo con Salvini e la Lega nel centrodestra, minando ancor di più, se possibile, i rapporti con Di Maio e i 5 Stelle.

Perderlo, spingendolo soprattutto tra le braccia della Meloni, significava giocarsi una bella fetta del partito e forse sancirne definitivamente un inesorabile declino. La campana Carfagna (che la pensa in tutt’altro modo sulla Lega) è l’unica che d’altro canto può provare a riannodare e rivitalizzare i fili con i maggiorenti del sud ridotti al lumicino.

Caccia ai moderati

Palla più che mai al centro, dunque. A caccia dei voti dei moderati a cui tutti ambiscono, soprattutto guardando alle possibili elezioni anticipate. E che sembrano i consensi più mobili, proprio dopo il declino verticale di Forza Italia.

Al rilancio di Berlusconi risponde Calenda. Un recentissimo sondaggio parla addirittura di un potenziale 16% (Emg per Agorà di Rai3) se l’ex ministro dello Sviluppo economico decidesse di lasciare il Pd e fondare un suo partito liberal-centrista. Altre valutazioni parlano almeno di un 10% per una lista Conte, sempre a caccia dei voti moderati, in ottica mondo cattolico o pro 5 Stelle. Senza dimenticare le manovre renziane, con i rumors che da tempo parlano dell’arrivo di un suo movimento.

E allora è chiaro che Berlusconi non aveva alternative per provare a salvare il salvabile, con due figure di primo piano, un uomo e una donna, 50 anni lui e 43 lei, entrambi volitivi e capaci nei loro rispettivi ruoli.
Il tandem Toti-Carfagna funzionerà? Potrebbe, trovata una linea comune sui rapporti nel centrodestra, ma a una condizione: che il leader di Arcore stavolta lasci davvero la briglia sciolta agli ennesimi delfini come pare abbia promesso.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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