Attualità

Patelli, partenza difficile per la presidente della Provincia: “Ma non mi sento un’anatra zoppa”

patelli-partenza-difficile-per-presidente-provincia-ma-non-mi-sento-unanatra-zoppa

Monica Patelli in una vita precedente forse faceva l’acrobata. In questa veste è apparsa ieri alla sua prima uscita in Consiglio provinciale. L’equilibrio è davvero precario, mai come prima nella storia dell’Ente di corso Garibaldi. La presidente della Provincia di Piacenza è in minoranza: il Consiglio di dieci componenti ne conta sette di centrodestra e tre di centrosinistra, fino alle prossime elezioni di dicembre 2023. I primi, alla richiesta di Patelli di mantenere le deleghe dell’epoca Barbieri fatta in privato, hanno risposto picche tutti insieme a mezzo stampa, suscitando la delusione della presidente espressa ieri pubblicamente. In sostanza, i sette consiglieri non si bevono la tesi che in Provincia non si fa politica, ma si amministra la “Casa dei Comuni” in armonia, nell’interesse civico di tutto il territorio.

Da Galvani a Calza

È bastato l’intervento di Paola Galvani, la candidata sconfitta, a mettere le cose in chiaro per il centrodestra. Ha ricordato come i link elettorali dell’avversaria sul web riportavano al Pd. E come Stefano Bonaccini, il governatore dem dell’Emilia-Romagna si sia subito fatto vanto della vittoria di Patelli. Quindi basta nascondersi dietro al civismo; dialogo politico aperto, forse appoggio esterno se si continuerà nel solco delle decisioni prese dal centrodestra con la presidenza Barbieri, ma niente di più, lasciando percepire una tensione palpabile nell’aula intitolata a Giuseppe Verdi.

Una tensione emersa anche nello stesso centrosinistra, quando ha preso la parola la consigliera che è stata l’avversaria interna di Patelli per la corsa alla presidenza. Patrizia Calza nel suo intervento ha ricordato tutta la sua delusione per come è stata trattata dal Pd, il suo partito, dove in soli due giorni di discussione ha prevalso la linea del sindaco di Piacenza Katia Tarasconi (mai citata nel discorso) a sostegno della nuova presidente della Provincia. Calza così ha affermato in sintesi di essere al suo posto in Consiglio provinciale solo perché in lei ha prevalso il senso di responsabilità e lo spirito di servizio. Niente di più di queste fredde considerazioni, condite dalla critica al “nuovismo” che avanza e penalizza invece chi ha esperienza politica e amministrativa.

Parla Patelli

Detto del quadro piuttosto complicato, generato anche dalla riforma Delrio criticata da tutti in aula, vediamo allora come la presidente Patelli ha commentato la situazione alla fine del suo primo Consiglio provinciale.

Presidente, la situazione è difficile e lei oggi ha tenuto le carte coperte sulle deleghe e sul vicepresidente.
“Non mi sono espressa perché solo ieri ho capito che il gruppo di centrodestra a cui avevo chiesto di accettare tutte le deleghe precedenti, inclusa la vicepresidenza, ha annunciato questa posizione pubblicamente. Ne ho preso atto e quindi le deleghe, come la vicepresidenza, dovranno essere riassegnate ai tre consiglieri di minoranza”.

Con tutte le deleghe ai tre consiglieri di centrosinistra non si corre il rischio di ingolfare le attività della Provincia? E poi non pensa che sia ipocrita parlare di civismo, distinguendo attività politica ed amministrativa? 
“Le dico la verità: nel mio essere civica ho faticato anch’io a capire questa distinzione fra il livello politico e quello amministrativo. Riflettendoci ed ascoltando anche oggi i consiglieri di maggioranza, ho capito che pure in Provincia la politica non può essere lasciata in disparte, almeno nella forma. La mia speranza è che al di là delle deleghe nella sostanza ci sia davvero il voler bene al nostro territorio. Quindi il condividere, l’aprirsi e l’andare al di là dei colori e degli schieramenti”.

In questa situazione si sente un’anatra zoppa?
“Non mi sono mai sentita un’anatra zoppa. Quando le sfide sono grandi secondo me dobbiamo spiccare il volo tutti. La sfida è cercare di gestire le cose al meglio, mettendo in disparte tutti questi colori. Penso che le persone in questo territorio non debbano pagare distinzioni del genere. E se si vuol essere bravi amministratori, bisogna voler bene a questo territorio”.

Pesa la novità che rispetto ai precedenti presidenti lei avrà un’indennità economica importante, a regime circa 11mila euro lordi mensili, rispetto a un Consiglio provinciale e a un vicepresidente suo vicario, che invece continueranno ad operare gratuitamente?
“Credo che sicuramente l’indennità riconosciuta ai presidenti delle province abbia acceso un po’ gli animi anche a Piacenza. Le dico la verità: non ho ancora capito quale sarà il mio stipendio. Ma ci tengo a dire che nella mia vita ho sempre guardato a realizzarmi al di là dei possibili guadagni. Avevo il mio lavoro, sono diventata sindaco di Borgonovo e ho continuato a farlo, gestendo anche la mia famiglia”.

E adesso?
“Chiaramente sapendo anche di avere una buona indennità, e comunque con questo nuovo impegno così importante per il mio territorio, metto in disparte il mio lavoro. Perché questo diventerà il mio lavoro, che andrò a fare con tanta passione. Certo l’indennità aiuta, ma penso che la mia passione sia davvero l’ingrediente più bello che contraddistingue questa sfida”.

Website |  + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.