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Giangiacomo Schiavi: un giornalista alla presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano?

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Giangiacomo Schiavi è un nome pesante. “Di quello, di nomi del genere, c’è bisogno per la prossima presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano”, sostiene con convinzione una delle fonti che ci ha svelato come l’idea di una candidatura del giornalista circoli insistentemente già da qualche giorno nei palazzi che contano in città e provincia.

Schiavi ha un pedigree da purosangue della carta stampata. Prima capocronista e poi vicedirettore del Corriere della Sera, dove oggi è editorialista e titolare della rubrica “Noi cittadini”, il giornalista piacentino ha firmato libri di successo e ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti.

Ma perché Schiavi potrebbe essere la persona giusta per fare il presidente della Fondazione? Quel nome “condiviso da tutti”, auspicato anche dall’imprenditore Sergio Giglio in una recente intervista alla nostra testata?

Perché prima di tutto Schiavi è un intellettuale di vaglia. Un giornalista che si è occupato e si occupa anche di cultura a 360 gradi, così come di sociale e volontariato (a lui si deve per esempio l’inserto del CorriereBuone Notizie”). Tutti temi che sono al centro della mission della Fondazione, dove Schiavi tra l’altro è già presente nel Consiglio generale.

Poi, sul piano squisitamente politico, la sua viene ritenuta una figura autorevole e concentrica. Nel senso che non solo a Piacenza dialoga con chiunque, dal mondo cattolico a quello laico. E pare abbia buoni rapporti con tutti. Oltre ad essere ben conosciuto e apprezzato anche sul piano locale per i suoi contributi al quotidiano Libertà. Senza dimenticare che il giornalista piacentino è sì un milanese adottivo, ma mantiene legami strettissimi con il nostro territorio e non solo con la sua Val Trebbia (è nato a Gragnano 65 anni fa).

Quest’ultimo è un presupposto fondamentale per chi guiderà il nuovo Consiglio di amministrazione di Palazzo Rota Pisaroni. Il presidente, come prevede lo statuto della Fondazione, sceglie e propone infatti al Consiglio generale i nomi dei componenti della sua squadra. E quindi “deve avere in mano una mappa ampia e approfondita delle risorse umane offerte dal nostro territorio in tutti i campi. Non solo per decidere chi chiamare con sé nel Cda, ma anche per resistere alle indubbie pressioni a cui sarà sottoposto”.

Se il nome di Schiavi per la presidenza della Fondazione non ha ancora mandato in soffitta quelli dell’ex presidente di Confindustria Alberto Rota o di altri protagonisti della vita piacentina, come gli ex sindaci Dosi e Reggi o il professor Cavanna, di certo ha alzato il livello del confronto. E proprio per questo, sempre dal mondo del giornalismo, pare sia uscito anche quello di un altro piacentino che di certo non ha bisogno di presentazioni.

Stiamo parlando di Pierluigi Magnaschi, già direttore dell’Ansa poi tornato alla guida di Italia Oggi. Originario di Carpaneto, a 79 anni Magnaschi è sempre sulla breccia. Ed è un’altra figura di spicco della stampa italiana. Un giornalista altrettanto legato a Piacenza e altrettanto poliedrico, che come Schiavi potrebbe dare una nuova allure al complesso futuro della Fondazione.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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