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Crotti: sulla vendita dell’area di Terrepadane aperta una nuova trattativa

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Marco Crotti, presidente del Consorzio Terrepadane

Marco Crotti, presidente del Consorzio Terrepadane, non fa una piega. Sornione, glissa sulle tensioni con l’Amministrazione comunale di Piacenza. E soprattutto annuncia l’apertura di una nuova trattativa per la vendita dell’area dell’ex Consorzio Agrario.

Stiamo parlando dell’operazione immobiliare per la riqualificazione di un maxicomparto urbano di circa 130mila metri quadrati, tra via Colombo e la ferrovia, valutata complessivamente in 100 milioni di euro e collegata ai finanziamenti del bando periferie. Dopo un silenzio di mesi, l’operazione è tornata in primo piano per la decisione della Giunta del sindaco Patrizia Barbieri di demolire l’ex mercato ortofrutticolo per costruire un parcheggio. Il costo dell’operazione, 1,3 milioni di euro, doveva essere sostenuto da Terrepadane nel quadro dell’accordo con Palazzo Mercanti. Invece, per il momento, i fondi necessari usciranno dalle casse comunali.

Presidente Crotti, a che punto siete con quest’operazione immobiliare?
“Abbiamo sempre detto che il Consorzio Terrepadane non è una società immobiliare; la nostra operazione partiva dalla necessità di trovarne una che potesse realizzare in tutto o in parte l’intervento. Compresi naturalmente gli impegni presi con l’Amministrazione comunale. Pensi che qualche tempo fa eravamo a buon punto per chiudere”.

Ci racconti…
“L’inverno scorso eravamo arrivati a un compromesso con un operatore immobiliare interessato al comparto commerciale dell’area. Ma l’esplosione del Covid ha bloccato tutto. E le cose si sono trascinate anche per una situazione di mercato che come ben sappiamo ha colpito proprio le attività commerciali. Chi opera in questo mercato infatti prima costruisce e poi affitta gli immobili per esempio a grandi catene di supermercati”.

Dunque, nulla di fatto?
“Questa prima opportunità non è andata a buon fine; ma adesso è arrivato un altro grande operatore con cui abbiamo aperto una trattativa in modo interessante. Non dimentichiamo comunque che siamo in una situazione di mercato molto volubile a causa di tutto quello che è successo in questi mesi”.

Chi sono questi big del settore?
“Al momento non posso fare nomi, ma si tratta di società immobiliari di primo piano, che operano a livello nazionale se non internazionale”.

Lei come vede quest’accelerazione improvvisa del Comune sull’ex mercato ortofrutticolo? Può essere intesa anche come un modo per spingervi a chiudere sulla vendita al più presto? 
“Le assicuro che i primi a voler chiudere quest’operazione velocemente siamo noi”.

E comunque l’accordo che avete sottoscritto con Palazzo Mercanti scade tra due anni, giusto?
“Esatto, le confermo che scade il 31 dicembre del 2022”.

Quindi, qualcuno potrebbe anche spingere perché la vendita si faccia in fretta e l’operazione immobiliare parta prima delle prossime elezioni, nella primavera del 2022; ma non avrebbe gli strumenti per ottenere questo risultato…
“Guardi, le rispondo così: capisco che l’Amministrazione abbia le sue legittime aspettative. D’altra parte noi dobbiamo fare gli interessi della nostra azienda cooperativa, che ha 1.800 soci, e non abbiamo intenzione di svendere. A suo tempo abbiamo fatto tranquillamente tutte le modifiche richieste dall’Amministrazione con una riduzione delle metrature di commerciale e residenziale. Ci tengo poi a ricordare che nell’accordo, tra l’altro, abbiamo previsto fin dall’inizio anche uno stanziamento di 500.000 euro a sostegno del commercio in centro storico”.

Con l’Amministrazione vi sentite spesso?
“Sì, teniamo costantemente informate il sindaco Barbieri e l’assessore all’Urbanistica Erika Opizzi“.

Presidente Crotti, facciamo due conti: quali sono le cifre in gioco?
“Finora si era parlato solo della vendita della parte commerciale, ed eravamo su un valore di 25 milioni di euro; una cifra per realizzare anche tutte le opere di urbanizzazione e compensative concordate con il Comune, che comprendono anche la demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo. Una spesa, quest’ultima, da rimborsare, come scritto nell’accordo, se l’Amministrazione ne avesse voluto anticipare i tempi. Diciamo che grossomodo, tra commerciale, residenziale e servizi, compreso l’indotto, siamo sui 100 milioni di investimento per la rigenerazione urbana dell’intera area interessata dall’intervento”.

Torniamo alla nuova trattativa: lei non fa nomi, ma pare che il vostro interlocutore sia una multinazionale che avrebbe scelto anche Piacenza tra gli obiettivi dei suoi investimenti immobiliari nel nord Italia; a che punto siete?
“Le posso dire che siamo agli inizi. Le buone intenzioni ci sono tutte, ma poi bisogna tradurle in fatti concreti”.

State parlando della vendita dell’intera area o anche stavolta solo del comparto commerciale? E sareste disposti ad essere ripagati in parte anche con la proprietà di una fetta degli immobili che saranno costruiti?
“L’interesse di questo grande operatore immobiliare è motivato e fondato per tutta l’area, ma non siamo ancora scesi nei dettagli dell’operazione. Quindi al momento non sono in grado di dirle se poi virerà su un’offerta parziale. Per quanto riguarda il resto, noi siamo interessati solo alla vendita dell’area”.

Presidente Crotti, chiudiamo con una domanda personale: il suo mandato scade in aprile, si ricandiderà alla guida del Consorzio Terrepadane?
“Oggi questa decisione non è tra le mie priorità; mi preoccupo di amministrare al meglio il nostro Consorzio anche in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo in questo periodo. Ero preoccupato, ma le dirò che anche in tempi di pandemia il rapporto con i nostri soci e con l’agricoltura piacentina è cresciuto, diventando ancora più stretto ed importante”.

 

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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