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Voto Quirinale.5: giornata nera per il centrodestra, verso Belloni o Mattarella bis?

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Quirinale: dopo il flop della candidatura di Maria Elisabetta Alberti Casellati (382 voti, 71 in meno di quelli del centrodestra) e la spaccatura tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, riparte la trattativa tra i partiti di maggioranza per arrivare ai 505 consensi necessari per eleggere il 13° capo dello Stato.

Dalla presidente del Senato uscita a pezzi dal quinto scrutinio poi si è passati al sesto, che ha visto 336 voti per Mattarella. Un chiaro segnale per un bis? Pare di sì, ma Matteo Salvini non demorde. “Sto lavorando affinché ci sia un presidente donna e in gamba”, ha affermato il leader leghista, molto criticato per come ha gestito finora la partita del Colle.

Sulla stessa linea al femminile anche Giuseppe Conte: “Alla fine vedrete che il Movimento 5 Stelle sarà la forza più compatta; se riusciremo a portare tutte le altre forze politiche verso un presidente donna, mi farebbe tanto piacere”.

Prima in pole, ma poi…

E il nome di battesimo resterebbe lo stesso della Casellati. Perché pare che sia Salvini che Conte puntino dritto su Elisabetta Belloni, l’ambasciatrice già segretario generale della Farnesina e ora capo dei servizi segreti, il Dis (Dipartimento informazioni e sicurezza).

Proprio per questo motivo, però, sul nome di Belloni arriva già una sequela di no dalle altre forze di maggioranza. “Non è minimamente possibile votare la capo dei Servizi segreti alla presidenza della Repubblica: non sta né in cielo né in terra”, dice Matteo Renzi.

Anche fonti di Forza Italia sono sulla stessa lunghezza d’onda: “Tutti i profili individuati sono altissimi; ma Forza Italia non può sostenere quello di Elisabetta Belloni come quello di un altro profilo tecnico”. E il riferimento a Draghi che resterebbe a palazzo Chigi è esplicito. “Non possono coesistere un tecnico nel ruolo di presidente del Consiglio e un tecnico nel ruolo di presidente della Repubblica”.

Mattarella, bis in vista?

Bocciatura indiretta per la Belloni anche dal Partito democratico: “Invitiamo tutti a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del presidente Mattarella”. E a meno di clamorose sorprese (vedi un ritorno del nome di Draghi) proprio sul presidente uscente sembra che ormai si stiano addensando i segnali più forti per una riconferma al Quirinale.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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