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Corruzione: arrestati Toti, governatore della Liguria, e Signorini, ad del Gruppo Iren

Corruzione: il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, da stamattina è agli arresti domiciliari. In carcere invece Paolo Emilio Signorini, amministratore delegato del Gruppo Iren ed ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Secondo l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Genova e della Guardia di finanza, Toti e Signorini sono accusati di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Ai domiciliari anche l’imprenditore Aldo Spinelli, imprenditore nei settori logistico ed immobiliare, in passato presidente delle squadre di calcio Genoa e Livorno; Spinelli è accusato di corruzione nei confronti di Toti e Signorini al fine di ottenere in cambio favori, come la concessione per le aree del terminal Rinfuse.

Corruzione elettorale

Arresti domiciliari pure per Matteo Cozzani, capo di gabinetto e braccio destro di Toti. L’accusa è di corruzione elettorale, aggravata dalla circostanza di cui all’articolo 416-bis.1 del Codice penale. In particolare, avrebbe agevolato il clan Cammarata del mandamento di Riesi (Caltanissetta) con proiezione nella città di Genova; è accusato anche di corruzione per l’esercizio della funzione.

Nello specifico, le accuse riguardano la promessa di posti di lavoro e appartamenti di edilizia residenziale migliori per convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità di Riesi (Caltanissetta) a Genova (almeno 400 preferenze) verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente” e verso l’indagato Stefano Anzalone e alcuni altri candidati della stessa lista non sottoposti a indagini.

Gli altri indagati

Nell’inchiesta è indagato anche Francesco Moncada, consigliere di amministrazione di Esselunga. Moncada è sottoposto al divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale con l’accusa di corruzione. Stessa misura per Roberto Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare, figlio di Aldo Spinelli, e per Mauro Vianello, imprenditore operante nell’ambito del Porto di Genova, accusato di corruzione nei confronti di Signorini, ex presidente del porto.

Per Signorini, Aldo e Roberto Spinelli, il Gip ha disposto anche il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni per un importo complessivo di oltre 570mila euro, ritenuti profitto dei reati di corruzione contestati. In più, nell’ambito dell’inchiesta è indagato anche l’editore di Primocanale Maurizio Rossi, che sarebbe accusato di finanziamento illecito sotto forma di campagna politica andata in onda sull’emittente televisiva.

La nota di Iren

Da Reggio Emilia, arriva il comunicato di Iren. La società “ha appreso stamane dalla stampa dell’applicazione di un’ordinanza di misure cautelari nei confronti dell’amministratore delegato Paolo Signorini disposta dall’Autorità giudiziaria di Genova”.

La multiutility precisa che “i reati contestati e riportati nel comunicato stampa della Procura della Repubblica di Genova, sono riferiti al suo precedente ruolo di Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e non riguarderebbero quindi Iren”.

Nel frattempo “il Gruppo ha già attivato le procedure necessarie a garantire da subito piena continuità aziendale e a tal fine è stato convocato entro il primo pomeriggio della giornata odierna un consiglio di amministrazione straordinario per l’attribuzione temporanea delle deleghe”. E il cda ha poi deciso in tal senso: ha revocato le deleghe a Signorini, assegnandole per il momento al presidente Luca Dal Fabbro e al vice presidente Moris Ferretti.

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