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Garlando e “L’album dei sogni”: la storia della famiglia Panini che ha inventato le mitiche figurine

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Luigi Garlando: l’appuntamento è giovedì 17 marzo alle 19.30 da Biffi Gusto a San Rocco al Porto (Lodi) in via Giovanni XXIII, al numero 44. Il giornalista presenterà “L’album dei sogni” (Mondadori), un libro che racchiude la storia della famiglia Panini, che è poi la nostra storia; o, se volete, una parte di microstoria italiana, rappresentata da un’impresa unica e rivoluzionaria. L’iniziativa è a cura di Mauro Molinaroli.

Le figurine della Panini per anni lambiscono, accarezzano, avvolgono i fili di una memoria collettiva, sono figlie di una generazione che riscopre il piacere di vivere dopo la guerra e con il boom economico, appartengono ai ricordi di un’infanzia dolce e spensierata. Con “L’album dei sogni” Garlando racconta proprio la storia dei fratelli Panini, capostipiti di un impero, inventori delle mitiche figurine, ancora oggi oggetto di culto per generazioni di italiani.

Un grande amore

Il libro di Garlando, notissima firma de “la Gazzetta dello Sport” e scrittore di successo, si legge d’un fiato nonostante la mole (più di 500 pagine); e potrebbe definirsi romanzo storico se non avesse il taglio del meta-romanzo, dove l’epopea di una famiglia include la consapevolezza di un passato lontano ma sempre vivo. La storia di Giuseppe, Benito, Franco Cosimo e Umberto Panini – i fantastici quattro, stesso numero delle figurine in bustina – è narrata a partire dall’incontro tra il padre Antonio e Olga “la Caserèina”, la donna amata a cavallo tra le due guerre; una storia d’amore, la loro, che Garlando rende con penna lieve, stagliando le loro vite sullo sfondo lacerato dal primo Dopoguerra e dal fascismo.

Un amore che l’autore rende vivo – e sopportabile in tempi cupi e molto difficili – grazie alla purezza dei loro gesti e di una storia che riporta ai film di Bertolucci (“Novecento”) e di Fellini (“Amarcord”). C’è un’Emilia nelle figure della Casarèina e di Antonio Panini che ricorda un’epoca lontana, dolente ma autentica, in cui i sentimenti si intersecano con le passioni; tant’è che lo stupore del lettore può diventare commozione, speranza, prodigio fatto di volontà e sacrifici. 

Sarà paradossalmente la morte di Antonio, ucciso da un cancro allo stomaco, a dare il via a un nuovo corso (che è la seconda parte del libro), a un nuovo appuntamento con la storia in cui è Olga a dominare la scena: rimasta vedova a soli 41 anni con otto figli da tirare su, gestisce l’edicola di Corso Duomo con la tenacia di chi non vuole arrendersi, anzi, al contrario, intende portare avanti nuove sfide all’apparenza impossibili, ma di fatto molto concrete. 

I Leoni dell’Emilia

Ha così inizio l’ascesa dei “Leoni d’Emilia” in un Paese che non vuole più saperne di guerre e in una Modena operosa e dinamica che si appresta a vivere la rinascita e il boom economico con forza e talento. In quegli anni calcio e canzoni diventano un fenomeno popolare, qualcosa che sembra destinato a crescere, soprattutto il pallone è il grande amico della domenica pomeriggio, il sogno di tanti bambini che giocano all’oratorio o nei campetti di periferia prima della trasformazione delle società dilettantistiche in  microaziende coi loro settori giovanili perfettamente organizzati.

Benito, il più fragile dei fratelli in questo bailamme di novità, ha un’intuizione: le buste a sorpresa, il primo seme della rivoluzione. Da lì il passo è breve; Giuseppe, “Il Vecio”, pensa alle figurine, transita dal fallimento dei fiori all’invenduto dei calciatori, prima che in quattro anni la macchina delle “figu” diventi perfetta, coinvolga tanti ragazzi e una famiglia che è parte e sintesi di un Paese in cammino, pronto a risolvere a colpi di badile le prime intuizioni della modernità. 

Narrativa sostanziale

Luigi Garlando è bravo a mescolare memoria e storia, invenzione e realtà. La sua è una narrativa sostanziale: un’attitudine della mente più che un genere o uno stile. Come già aveva mostrato in “Per questo mi chiamo Giovanni” (sul giudice Falcone, 2004) e ne “L’estate che conobbi il Che” (2006), il suo è un tentativo di raccontare storie, di dire la realtà in maniera autentica, con tutto il carico di gioie e contraddizioni. L’avventura dei Panini è allora un viaggio nel periodo più esaltante del secolo scorso, narrato con uno sguardo prolungato – come la fortuna delle figurine – e privo di giudizio, perciò in grado di intuire l’inafferrabile verità dei sogni.

A cena con l’autore

L’incontro con l’autore de “L’album dei sogni” avrà luogo seguendo le attuali normative anti-Covid, inizierà alle 19.30 e proseguirà fino alle 20.30. Seguirà (per chi desidera) la cena con l’autore, per la quale è previsto un costo di 20 euro a persona. Per la cena a Biffi Gusto prenotare al seguente numero: 0377 454029.

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