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Covid-19: perché in Italia abbiamo più morti?

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Covid-19: in Italia si muore di più. Il nostro Paese è diventato il primo in Europa per numero di decessi. Da inizio pandemia ieri ha raggiunto quota 64.520 con altri 484 morti. Il tasso di letalità apparente (numero di decessi rapportato ai positivi al virus) sfiora il 3,5% su 1.843.712 casi.

Perché in Italia abbiamo tanti morti di Covid-19 in più rispetto ad altri Paesi come per esempio Gran Bretagna (1,85 milioni di casi; 64.170 decessi), Francia (2,38 milioni; 57.911), Spagna (1,73 milioni; 47.624) e Germania (1,35 milioni; 22.106)? A questa domanda ha provato a rispondere anche Antonella Viola, immunologa dell’università di Padova.

Il confronto

Per prima cosa, la dottoressa Viola ha confermato come il nostro tasso di letalità apparente sia molto alto e ben superiore a quello di altre nazioni. “Nel caso di Covid-19, l’Italia ha un tasso di letalità del 3,5%: vuol dire che ogni 100 positivi, ne muoiono tra 3 e 4. Questo tasso è estremamente elevato, considerando che in Francia è del 2,4%, in USA 1,9%, in Germania 1,6%”, ha scritto in un post su Facebook.

Il tracciamento

Come si spiegano queste notevoli differenze? “Prima di tutto è possibile che il nostro tasso di letalità soffra di una carenza di accuratezza nell’identificazione dei positivi. Nel senso che ci sono più positivi di quelli che riusciamo a intercettare. Questo è già accaduto durante la prima ondata, come dimostrato poi dall’analisi sierologica, effettuata in estate. Questo fatto da solo farebbe saltare tutti i calcoli”.

Italia-Germania

Poi Antonella Viola si sofferma sull’esempio tedesco e non solo in rapporto al Covid-19. “C’è poi un problema, rispetto alla Germania, di organizzazione ed efficienza della medicina del territorio. Abbiamo meno medici e meno infermieri, e una medicina del territorio che è stata distrutta dai tagli alla sanità. Questo significa che le persone più fragili, gli anziani, sono da noi meno seguite che in Germania. Del resto, se la Germania (83 milioni di abitanti, ndr) investe per la sanità dei suoi cittadini il doppio che l’Italia (60 milioni di abitanti, ndr), è ovvio che gli effetti si vedano”.

Non solo Covid-19

In conclusione, per l’immunologa, non c’è altro da fare che spendere di più a tutela della nostra salute. “La lezione da imparare? Investire nella Sanità pubblica, nella medicina territoriale, nella formazione di medici e infermieri”.

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