Attualità

Conte, Churchill e le mosse dei guastatori

conte-churchill-e-le-mosse-dei-guastatori

Giuseppe Conte: l’onorevole Pierluigi Bersani, grande politico, dice che il presidente del Consiglio non è Sir Winston Churchill. E lui si rallegra perché dopo la vittoria sul nazifascismo il premier inglese non vinse le elezioni e ritiene l’accostamento di buon auspicio.

In ogni caso, eventuali elezioni prima della scadenza elettorale della primavera 2023 porterebbero la vittoria del centrodestra a meno di scandali o altro. Perché il Paese è stanco, sfiduciato, non vede risultati immediati. Insomma, vuole cambiare. E tutto questo è indipendente dalla buona volontà del Governo in carica.

Quindi, per i guastatori del Governo Conte l’alternativa è presentarsi dal presidente della Repubblica con in mano l’elenco dei deputati e senatori disponibili a sostenere un nuovo governo, e con il nome del presidente, dei ministri e dei sottosegretari. Il tutto certificato da un notaio. Insomma, una verifica al buio sarebbe impossibile.

Ma se i guastatori o congiurati che dir si voglia avessero in mano quanto sopra, come potrebbe il presidente della Repubblica rifiutarsi e al contrario sciogliere le Camere e indire nuove elezioni?

La minaccia di andare al voto che ogni tanto affiora sui giornali o in tv di per se non è credibile. I guastatori hanno quindi la vittoria in tasca? Non è detto. Perché? Chi tratterebbe con un guastatore a poco più di un anno dall’elezione del presidente della Repubblica e a 30 mesi circa dalle nuove elezioni in piena pandemia?

Così, vista la natura e la consolidata reputazione dei guastatori, le loro minacce non sono credibili. Come potersi fidare? A breve non potrebbero poi rifare lo stesso gioco?

In modo più chiaro: il professor Conte è una garanzia per il Movimento 5 stelle. Con un altro presidente del Consiglio passerebbero ancor di più da un guaio all’altro, da un attacco all’altro fino ad essere spazzati via.

Il Partito democratico potrebbe avere la tentazione di provarci. Ma è circa al 20%, troppo poco per governare (anche alla guida di una coalizione). E poi il Pd non ha un Winston Churchill. In particolare, nessuno dei candidati di cui si parla ha esperienza internazionale o parla inglese.
La via maestra è sempre la stessa: seminare e dimenticare le scorciatoie.

+ posts

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.