Il populismo delle élites e Matteo Renzi. Partiamo da lontano. Gaio Plinio Cecilio Secondo scrive nelle Lettere (Epistolae) che “I voti infatti si contano, non si pesano, né può farsi diversamente in una pubblica assemblea, dove nulla è tanto ineguale che l’eguaglianza stessa”; mentre Donato Menichella, Governatore di Banca d’Italia, dice a Enrico Cuccia, amministratore delegato di Mediobanca: “Le azioni si pesano e non si contano”.
La domanda nasce appunto dai movimenti locali e nazionali del senatore Matteo Renzi. A livello di consensi, Italia Viva, il suo partito, viaggia tra il 2 e il 3%, a seconda dell’istituto di ricerca che fa il sondaggio, cifre che sembrano le temperature medie dell’Alaska in questo mese. Così, alcuni osservatori e commentatori politici pensavano ad un ritorno nel Pd di Italia Viva, terminata l’esperienza di Governo del presidente Giuseppe Conte, ma invece non è avvenuto.
Il caso Bologna
Eppure dei segnali ci sono: una delle due candidature a sindaco di Bologna per le primarie del Pd è quella dell’avvocatessa Isabella Conti che si riconosce in Matteo Renzi, mentre l’altra, quella del dottor Matteo Lepore, è di stretta osservanza Pd. Perché questa sfida emiliana? Contiamo bene i voti. Dietro il 2-3% di Italia Viva c’è un 50% dei gruppi parlamentari del Pd aderenti alla corrente Base riformista che in parte si riconoscono in Matteo Renzi.
Nomine e…
Dove si è spostata la partita? Sul terreno che conta: le nomine nella Pubblica Amministrazione in senso lato, public utilities… e nell’attività di lobby. Per ora limitiamoci alle nomine.
Già la copertina de L’Espresso del 23 aprile 2020, più di un anno fa raccontava: “Nomine e potere, ecco le pagelle: Matteo Renzi superstar, bocciato Giuseppe Conte… Il leader di Italia Viva è il trionfatore del risiko delle poltrone (voto 8). …(E poi): Grande assente la meritocrazia”.
Ma guardiamo che cosa è successo anche recentemente in varie parti d’Italia, limitandoci alle province di confine di Piacenza.
L’amministratore delegato di A2A, il presidente di Atm-Milano, il nuovo amministratore delegato di Iren… sono tutti riconoscibili in Matteo Renzi.
Con un po’ più tempo a disposizione si potrebbe completare il quadro con altri casi, ad esempio in Toscana o in Emilia.
Più utile è soffermarci su Piacenza, in particolare su Iren. Sembrerebbe che il dominus della nuova nomina sia stato l’onorevole Graziano Delrio (ex ministro, ex capogruppo alla Camera ed ex sindaco Reggio Emilia), accreditato come uno dei leader del gruppo Base riformista.
Non si potrebbe forse dire lo stesso per recenti nomine/elezioni di peso a Piacenza? Allora, da dove viene il potere di Matteo Renzi? Dai voti che si pensa possa avere direttamente e indirettamente? O dal peso degli stessi? Certamente dal peso degli stessi. Insomma aveva ben ragione Donato Menichella.
Le abilità di Renzi
Matteo Renzi ha capacità che lo fanno vedere come un aggregatore di maggioranze, creativo giocatore avulso da remore, e come tale rispettato anche nel centrodestra (Forza Italia, Lega…) e nel centro sinistra (Pd). Questi partiti vedono in lui un’assicurazione contro il declino e per la crescita; si affidano a lui con sicurezza, malgrado qualche schermaglia da innamorati che litigano.
L’attività di lobby ad ampio raggio è un’altra componente chiave delle mosse dell’ex premier. I viaggi in Pakistan, in Arabia Saudita, in Senegal e in Nigeria sono solo alcuni esempi di iniziative presenti e future. Ma anche in Italia vi è stato movimento, ad esempio con il caso Atlantia. Renzi si è sempre opposto alla revoca della concessione di Autostrade, il cui ultimo contratto è stato proprio firmato dall’allora ministro dei Trasporti Delrio. Contratto che ha fissato il ben generoso tasso di rendimento del capitale, base del consistente prezzo ora riconosciuto ad Atlantia nel recente accordo con la stessa di acquisizione di Autostrade da parte del Consorzio guidato da Cassa Depositi e Prestiti.
Adesso c’è il Pnrr, che dà finanziamenti ad alcuni progetti e non ad altri. È interessante notare che i dubbi sulla prima bozza abbiano creato una spaccatura nel Governo che ha portato alla caduta di Conte. Intanto, la conferma di alcuni progetti ha permesso di presentare per tempo il Pnnr alla Commissione Europea.
Enrico, stai sereno
Rimane da aprire il dossier Stellantis (ex Fiat). Chi si schiererà a favore di un’entrata dello Stato nel capitale? O a qualcosa di simile? Come dice l’onorevole Pier Luigi Bersani si tratta del populismo delle élites, ma non si conosce lo spessore di queste élites. E non sarebbe impossibile un altro “Letta, stai sereno…” con un ritorno di persona, direttamente o indirettamente, alla guida del Pd.







