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Tempo di elezioni: perché votare potrebbe convenire al centrosinistra

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Tempo di elezioni? Se si votasse oggi, tutto avverrebbe in presenza di una forte riduzione dei parlamentari da 930 a 600 (400 deputati e 200 senatori); una riduzione di ben 1/3 dei rappresentanti alle Camere e questo spiega in parte perché molti parlamentari siano contrari.

Chi vince?
I sondaggi sembrano suggerire che elezioni prima della scadenza naturale dei 5 anni, nel 2023, porterebbero alla vittoria del centrodestra a meno di scandali o altro. Il centrodestra non ha quindi paura del voto; anche se all’interno i rapporti sono in parte di forte competizione, e non tutti i partiti sono nelle condizioni di partenza ottimali.
Il punto debole della coalizione è il voto dei moderati che potrebbe spostarsi o astenersi, se la coalizione di centrodestra fosse particolarmente rissosa o inconcludente.
I conti con Conte

Se il centrodestra pare favorito, c’è però un elemento nuovo: è il presidente del Consiglio, professor Giuseppe Conte, persona sicuramente preparata, di mediazione e popolare, molto più di tanti professionisti della politica.
La stampa e la tv hanno incominciato a pubblicare i sondaggi di un possibile partito “Con te” o “Insieme” e i risultati sono molto positivi. È opportuno ricordare che tali sondaggi esistono da ottobre, ma non sono stati divulgati. Una lista Conte è accreditata al 16-17% e con il M5S si arriverebbe al 27%; il Partito democratico scenderebbe al 15-16% e Liberi e Uguali salirebbe al 4%.

Le mosse del Pd
Il partito di Zingaretti potrebbe avere vari obiettivi, non ultimo la formazione di una coalizione che abbia probabilità di vincere le elezioni. L’alternativa forse più attendibile, anche per il carattere del presidente Conte, potrebbe essere una coalizione di centrosinistra con a capo il premier, formata fa Pd, M5S, Leu e da tutti i partiti (raggruppamenti di centro democratico, socialista) che si riconoscono nell’Europa e nel riformismo. Queste caratteristiche, Europa e riformismo, possono far breccia in un elettorato moderato, responsabile, e del 3° settore. Una tale coalizione sarebbe, oggi, in grado di competere e forse di vincere le elezioni.
Perché oggi?

Se si votasse alla fine della legislatura, il risultato sarebbe quasi certamente favorevole al centrodestra. Tale data probabilmente coinciderebbe con la fine delle vaccinazioni e forse della pandemia. Il desiderio di cambiamento sarà molto forte. Le reazioni saranno particolarmente emotive.

Per la compagine governativa quindi il momento per il voto è oggi. Ricordiamo infatti l’avversione per una rimodulazione dei tempi di prescrizione da parte di molteplici forze nel Parlamento, Italia Viva in primis. La caduta del Governo sulla giustizia, come potrebbe avvenire in questi giorni, sarebbe pienamente onorevole… Tutti hanno ben presente la strage ferroviaria di Viareggio e la conclusione processuale con la prescrizione dei reati di omicidio colposo.

Il lavoro del Governo in questi due anni in termini di leggi e di risultati conseguiti in Europa (Recovery Fund e altri fondi) sarebbe capitalizzato con il voto oggi. Esiste sempre un momento ottimale per compiere azioni. Investire per un’impresa, formarsi per una persona, chiedere a una ragazza o a un ragazzo di sposarmi…

Lobby e dintorni

Certamente esistono dei condizionamenti. Il risultato dipenderà non solo dalle coalizioni, da quanto hanno promesso e fatto, ma anche dalle lobby di riferimento, cioè da quanto hanno ottenuto in base alle promesse ricevute. Ad esempio, fondi per la ricerca a imprese decotte, oppure finanziamenti alle stesse, finanziamenti magari che non verranno mai restituiti e ricerca che non verrà mai fatta.

La televisione e la stampa? Riguardo al piccolo schermo, anche i recenti risultati dell’esperienza americana mostrano che i dibattiti televisivi non hanno grande influenza, non spostano voti. La stampa è molto schierata e offre soprattutto spazio alle critiche in assenza di contraddittorio. Poi non è dato conoscere quale sia il pensiero politico dei lettori dei giornali, i cui costi ormai sono coperti non tanto dalle copie vendute, ma da sussidi, pre-pensionamenti e pubblicità degli sponsor…

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