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Mattarella, la crisi e il rischio elezioni: dietro le mosse del Quirinale

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Il capo dello Stato Sergio Mattarella con il presidente della Camera Roberto Fico

Mattarella, la crisi e il rischio elezioni: si potrebbe dire che il presidente della Repubblica si è ispirato a Mike Ross della serie tv Suits, quando dice per vincere una causa non bisogna seguire la strategia dell’avversario, ma cambiare strategia; e si vede Mike passare da una figura con mani alzate davanti alla testa alla figura di mani alzate a fianco.

Nel nostro caso tutti pensano che Sergio Mattarella non indirà nuove elezioni. Perché? Il Quirinale è contrario all’idea di chiudere la legislatura prima della scadenza dei 5 anni. Siamo poi in tempo di pandemia, c’è il Recovery Plan da completare, così come il piano di vaccinazioni anti Covid.

Voto in pandemia

Le convinzioni soggettive del Presidente si devono accettare. Gli altri aspetti possono essere discussi. Le elezioni in tempo di pandemia richiedono una preparazione precisa, ma non sono impossibili. Altri Paesi faranno elezioni in primavera. Le elezioni coinciderebbero con il periodo delle vaccinazioni. Penso si possano fare in contemporanea. E anzi il voto potrebbe essere sprone, a vaccini arrivati, per accelerare il piano di immunizzazione così come si sta programmando negli Stati Uniti. La decisione di Biden è infatti di fare 150 milioni di vaccinazioni in 100 giorni facendo ricorso ad uno sforzo organizzativo che anche noi potremmo emulare.

Il nodo del Recovery Plan

La stesura del Recovery Plan può essere facilmente portata a termine dopo il passaggio parlamentare. Molto è già stato deciso dalla Commissione europea. E come tutti sappiamo il problema non è la stesura del piano in sé, non molto diversa da un elenco di buoni propositi, bensì l’effettiva esecuzione. Fase che avverrà più avanti nel tempo. E che proprio per la rilevanza materiale attrae quegli appetiti che senza esclusione di colpi hanno portato alla crisi di governo.

Si vis pacem…

Insomma, il prospettare le elezioni non è per nulla irrealistico. Ecco allora che lo stesso Mattarella pare abbia fatto appello alla sentenza latina “Si vis pacem, para bellum”: laddove “pacem” sta per continuazione della legislatura, e “bellum” sta per elezioni. E difatti ha annunciato pubblicamente un tempo stretto, con il mandato esplorativo al presidente della Camera Roberto Fico; al massimo una settimana, per la formazione e/o continuazione di un governo politico, scaduta la quale si procede con un incarico finalizzato alle elezioni da condursi in primavera.

Renzi e i Responsabili

I partiti favorevoli al voto ne sarebbero oltremodo contenti; gli altri, e soprattutto alcuni membri del Parlamento, si affretterebbero a materializzarsi come “Responsabili” ponendo fine a rinvii o veti per la formazione di un Governo. L’esito più probabile, dopo il veloce mandato esplorativo a Fico? Un Conte-ter con più Responsabili e i partiti che compongono l’attuale maggioranza. Il senatore Matteo Renzi non sarebbe più pivotale e si potrebbe giungere alla fine della legislatura come negli auspici di Mattarella e di buona parte del Paese.

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