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Houston, abbiamo un problema: Mario Draghi e il suo Governo non decollano…

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Mario Draghi viene “citato” anche nella serie televisiva Suits ora su Netflix. Durante un episodio della 9ª stagione (2019), l’avvocato Alex Williams dice a un certo punto “whatever it takes”, indicandola come strategia agli altri componenti dello studio legale Specter, Litt, Wheeler, Williams, a difesa della loro società.

Come ben sappiamo, questa frase è stata pronunciata dall’allora governatore della Banca centrale europea Mario Draghi il 26 luglio 2012 alla Global Investment Conference per affermare che sarebbe stato fatto tutto ciò che era necessario per salvare l’euro da speculazioni. E la frase è diventata il simbolo della presidenza Draghi ed è rimasta fortunatamente nella cultura e tradizione della Bce.

La potenza del “Costi quel che costi” si estende al nostro Paese? Forse è evaporata…
Perché? Un conto è la struttura della Bce, le capacità e le conoscenze del presidente Draghi, sono perfette in campi ben definiti quali Central Banking e Finanza. Altro è il Paese Italia. Forse ci si aspettava un miracolo. Le aspettative erano troppo elevate rispetto alla situazione reale.

La campagna vaccinale

Quando il Presidente Mattarella ha indicato la formazione di un “Governo di alto profilo”, cioè, di un nuovo Governo, adeguato a fronteggiare le gravi emergenze presenti, sanitaria, sociale, economica, finanziaria, ha chiaramente sottovalutato la realtà oggettiva ed ha innescato troppe aspettative. Amplificate dal coro dei tg e della stampa.

Alcuni esempi aiutano a capire. La campagna vaccinale è stata ed è caotica perché manca un ordine di comando. Le Regioni con i pochi vaccini disponibili hanno deciso di vaccinare anche alcune categorie e quindi di non seguire fino in fondo la regola di dare la precedenza ad anziani e persone a rischio.

Due problemi: il premier non si è preso i poteri che gli derivano dalla Costituzione e ha lasciato fare. Anche su questo punto il presidente Mattarella è stato silente.
La penuria di vaccini è certamente la causa prima e risale alla politica comunitaria inadeguata. Il presidente Draghi ha potuto far sentire la voce grossa sui media, ma di certo non a Bruxelles, che comunque non è il fulcro della situazione.

E il Comitato tecnico scientifico ridotto solo di numero? Nel Cts di sostegno al governo per la pandemia mancano persone rappresentative della ricerca in corso sul Covid. Ricordo che il Cts ha “competenza di consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Coronavirus”.
Il caso Libia

La politica estera? Prendiamo il caso Libia. I ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania sono volati a Tripoli a fine marzo. Ma poi, la cancelliera Angela Merkel, il presidente Emmanuel Macron e il presidente Vladimir Putin hanno organizzato un incontro il 31 marzo su vaccino Sputnik, sanzioni Ue, nucleare in Iran, Libia ed altro. Summit di usuale format: Francia, Germania protagonisti e Italia assente.

I giornali italiani e la tv non hanno parlato di questo incontro, forse per non turbare il sonno del Paese. È un caso di “censura” che forse ricorda tempi passati o Paesi vicini. I presidenti della Commissione e del Consiglio dell’Unione europea Ursula van der LeyenCharles Michel hanno incontrato il presidente turco Taryp Erdogan a Ankara per discutere di tanti problemi inclusa la Libia.

Allo stesso tempo Mario Draghi parte per Tripoli per incontrare il primo ministro Abdul Hamid Dbeibah. In Libia esiste da tempo un contingente turco e della federazione russa.
La domanda è cosa contiamo? C’è sempre però l’ambasciatore Giampiero Massolo che sulla Stampa del 27 marzo afferma: con Draghi “l’Italia torna leader”…
La prova cruciale
Ma il vero punto debole del Governo Draghi è la lentezza di decisione e di risultati. I ministri hanno certe competenze, in parecchi casi non pertinenti e ben lontane dai progetti e dalle riforme che si intendono (si dovrebbero) fare. Sarebbe stato necessario un governo con disegni di legge già pronti da sottoporre all’approvazione (e alla modifica) del Parlamento. Siamo ancora nella fase studio.

La prova
finale di questo Governo sarà la presentazione del Recovery Plan e in particolare i progetti che verranno accolti. Se i finanziamenti saranno indirizzati a quelli del Soliti Noti, nulla sarà cambiato nella possibilità del Paese di crescere, di dare un’opportunità ai suoi cittadini presenti e futuri.
Su questi progetti Giuseppe Conte è caduto per non finanziarli. Cosa farà il Governo di Mario Draghi?

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