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L’Italia in bicicletta vale oltre 6 miliardi di euro l’anno

L’Italia in bicicletta ha un bel valore: 6,2 miliardi di euro l’anno, tra produzione di due ruote, accessori e vacanze a base di pedalate. Il quadro emerge da “L’A Bi Ci“, il primo rapporto sull’economia della bici in Italia, presentato da Legambiente.

Ragazzi protagonisti

“Il dato è incoraggiante”, sottolinea Rossella Muroni, presidente Legambiente, che ha redatto il rapporto in collaborazione con VeloLove e GRAB+. “L’insieme degli spostamenti a pedali genera un fatturato di oltre 6,2 miliardi di euro”. Questo valore, ha spiegato Muroni, “è la somma della produzione di bici e accessori, delle ciclovacanze e dell’insieme delle esternalità positive generate dai biker. Come risparmio di carburante, benefit sanitari o riduzione di emissioni nocive. E appare ancora più rilevante soprattutto in considerazione del carattere adole­scenziale della ciclabilità in molte parti d’Italia. Sia per gli aspetti relativi alla mobilità, sia per quello che riguarda il turismo su due ruote”.

Bene Bolzano, Pesaro, l’Emilia e il Veneto

Secondo la presidente di Legambiente “è interessante anche il fatto che siano 743mila gli italiani che utilizzano sistematicamente la bici per coprire il tragitto casa-lavoro. Con percentuali elevatissime nella provincia autonoma di Bolzano (il 13,2% degli occupati raggiunge il luogo di lavoro in bici), in Emilia Romagna (7,8%) e in Veneto (7,7%)”. Per quanto riguarda le città, al primo posto per spostamenti in bici sul totale di quelli urbani troviamo Bolzano e Pesaro con il 28%, seguite da Ferrara (27%). Ma ci sono altri 9 capoluoghi di provincia sopra il 15%. Treviso, Reggio Emilia e Ravenna hanno valori che oscillano tra il 25 e il 22%. Mentre Forlì, Padova, Pisa, Novara, Rimini e Cremona vanno dal 19 al 16%.

Il nodo piste ciclabili

Il resto delle città italiane, spiegano a Legambiente, nel complesso, non ha però seguito la strada imboccata per esempio da Pesaro, che ha realizzato la Bicipolitana, una metropolitana di superficie che alla fine del 2016 conta ben 85 chilometri. In giro “sono state inaugurate tante nuove ciclabili. Ma evidentemente sono state realizzate male, senza criterio. Senza quella dovuta attenzione che dovrebbe far sì che ogni nuovo percorso per le due ruote sia capace di far crescere il numero di frequent biker”.

Parlano i numeri

Questo giudizio negativo espresso da Legambiente  è sostenuto dai numeri. “Tra il 2008 e il 2015 sono stati realizzati 1.346,1 nuovi chilometri di percorsi cicla­bili urbani nelle città capoluogo di provincia. Un incremento delle infrastrutture riservate a chi pedala addirittura del 50% in un solo settennato. L’insieme delle cicla­bili urbane è salito infatti dai 2.823,8 km del 2008 ai 4.169,9 km del 2015″. Ma nello stesso periodo la percentuale di italiani che utilizzano la bici per gli spostamenti è rima­sta la stessa. “Era il 3,6% nel 2008 ed era ancora il 3,6% nel 2015“. Uno stop che si spiega con “i moltissimi casi in cui le piste ciclabili urbane sono realizzate con standard costruttivi illogici e incoerenti. Con sedi inadeguate e spesso concor­renziali con la pedonalità (sui marciapiedi). Senza un’analisi preventiva dei flussi di utenti che potreb­bero intercettare”, portando così a una diminu­zione delle altre modalità di trasporto.

In bicicletta un miliardo di risparmio sanitario

Questo 3,6% di ciclisti tradotto in valore assoluto significa comunque 1,7 milioni di persone. Che durante il 2015 hanno percorso in sella 5,7 miliardi di chilometri. Quasi 15mila volte la distanza che c’è tra la Terra e la Luna. E andare a scuola e in giro in bicicletta sin da piccoli per Legambiente produce benefici sia sanitari che sociali. Migliora il benessere, le funzioni celebrali, diminuisce lo stress. Con risultati positivi per tutta la famiglia. In complesso, l’uso della bicicletta nel nostro paese produce un risparmio sanitario di oltre un miliardo di euro l’anno.

Leader in Europa

E adesso diamo uno sguardo ai dati dell’economia. In Italia si producono 2,3 milioni di biciclette l’anno. Con una fetta di mercato pari al 18%, siamo i primi produttori europei. Il valore della vendita delle due ruote tra mercato interno ed export ha fruttato nel 2015 488 milioni di euro. A cui si sommano oltre 483 milioni in pezzi di ricambio e accessori. Il valore delle riparazioni è stimato da Confindustria-Ancma in 190 milioni. Ma quest’ultimo dato è molto indicativo, visto che fa riferimento al lontano 2012.

 

Tremila imprese

Secondo Confartigianato ci sono 3.043 imprese che producono biciclette, componentistica e accessori. Oppure che riparano e noleggiano due ruote. Danno lavoro a 7.815 addetti e sono cresciute del 2,8% tra il 2013 e il 2016. In questo comparto gli artigiani contano 2.103 imprese e 3.936 addetti, concentrati soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Cicloturismo sottostimato

Nello studio di Legambiente il valore economico del cicloturismo è quotato poco più di 2 miliardi. Ma per stessa ammissione dell’associazione si tratta di un dato molto prudente, di certo sottostimato, visto che fa riferimento a informazioni vecchiotte. Uno report di Confindustria-Ancma e dello studio Ambrosetti conforta questa valutazione. Proiettando in termini prudenziali i dati delle ciclabili del Trentino su quelle nazionali, si arriverebbe infatti a un giro d’affari del cicloturismo in Italia di circa 3,2 miliardi. Una cifra che di certo si avvicina molto di più alla realtà economica di questo settore.

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