Economia

Ikea di Piacenza, i sindacati all’attacco di cooperativa San Martino

ikea-di-piacenza-sindacati-all-attacco-di-cooperativa-san-martino

Ikea di Piacenza: scoppia il caso dei soci lavoratori di cooperativa San Martino. Ad annunciare lo stato di agitazione per tutelare i loro diritti, Cgil, Cisl e Uil. Nel maxi deposito della multinazionale svedese sono impiegati oltre mille addetti. Circa 300 sono stati assunti direttamente da Ikea. Gli altri arrivano dall’appalto della cooperativa San Martino, presieduta da Mario Spezia: quasi 750 soci lavoratori che per i sindacati confederali non godono dello stesso trattamento dei colleghi di Ikea. Disparità che si verificano da tempo e vanno dal costo della mensa al mancato riconoscimento della malattia, per finire con un premio di risultato ridotto ai minimi termini.

Ticket uguale per tutti

Il servizio mensa nel magazzino logistico innanzitutto “non ha una struttura adeguata per un così alto numero di addetti”, afferma Salvatore Buono (Fit Cisl). Poi, “per i lavoratori diretti di Ikea il costo è inferiore a quello che pagano i soci lavoratori di San Martino per lo stesso pasto: si va da 1,80 a 3 euro”. Ma c’è di più: “È stato introdotto il servizio di mensa notturno; i soci lavoratori di cooperativa San Martino però non possono accedere e quindi quelli impegnati in quel turno non mangiano”. Sono “differenze incomprensibili, perché in quel magazzino tutti fanno lo stesso lavoro”. E allora, chiede Buono, che ci sia “un ticket uguale per tutti”.

Massimo Tarenchi (Filt Cgil) attacca invece sul problema della malattia. “La San Martino non la riconosce ai suoi soci lavoratori, in applicazione del contratto nazionale che consente questo tipo di deroga per le cooperative”. Si tratta però di “una possibilità prevista in una situazione di crisi, oppure se c’è un problema di assenteismo”. Due casi, sottolinea il sindacalista, “che non riguardano la cooperativa San Martino”.

Niente assemblea

Nell’ottobre scorso, ricorda Tarenchi, “è stato sottoscritto un accordo sulla logistica; hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti, con la definizione di tariffe minime cui attenersi”. Quindi, “se Ikea paga il giusto, perché non riconoscere anche la malattia? Perché non è stata fatta un’assemblea con i soci lavoratori di San Martino per parlarne?”, si domanda il sindacalista. Che aggiunge: “La cooperativa sostiene di elargire un ristoro; però i suoi soci vogliono la tutela della malattia per vivere più serenamente. Chi si ammala deve poter stare a casa, pagato come gli altri”.

Tutti assunti?

Veniamo al terzo nodo da sciogliere. “L’ultimo premio di risultato sottoscritto con la cooperativa San Martino ha portato nelle tasche dei suoi soci lavoratori poco o niente”, rivela Maria Stella Vannacci di Uiltrasporti Emilia. “Nell’anno fiscale 2021-2022 ai dipendenti Ikea è stato riconosciuto un premio produzione di 1.800 euro, in alcuni casi arrivato fino a 2mila euro. Ai lavoratori di San Martino invece ne sono stati riconosciuti solo 350”.

Per l’anno in corso, prosegue Vannacci, “abbiamo iniziato gli incontri lo scorso agosto. E dopo dieci riunioni non abbiamo ancora trovato un accordo”. Una situazione inaccettabile: “Se esistono dei problemi di sostenibilità, devono emergere con chiarezza per i lavoratori della San Martino, che non sono solo dipendenti ma anche soci”. E allora, conclude Vannacci, “se la cooperativa non è nelle condizioni di sostenere queste proposte, si arriverà a chiedere a Ikea di assumere tutti i lavoratori”.

+ posts

Il Mio Giornale.net ha solo un obiettivo: fare informazione indipendente e con spirito di servizio. Per aiutare i lettori a capire e scegliere, tenendo i fatti separati dalle opinioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.