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Terremoto in Puglia: cosa fare in caso di sisma

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Terremoto: stavolta è toccato soprattutto alla Puglia. Alle 10.13 una scossa di magnitudo 3.7 è stata registrata a 4 chilometri a sud est di Barletta a una profondità di 34 chilometri, come indicato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Un’altra scossa di terremoto di magnitudo 3.3 era arrivata qualche ora prima nelle Marche; alle 6.45 tra le province di Macerata e Fermo.

In Puglia il terremoto è stato avvertito anche a Bari, Foggia e Taranto, scatenando momenti di panico; ma per ora non si registrano danni alle persone così come nelle Marche.
La Prefettura della provincia di Barletta, Andria e Trani ha aperto il Ccs (centro coordinamento soccorsi).
A Bari sono stati evacuati alcuni edifici pubblici, come ad esempio la sede degli uffici giudiziari.
Ad Altamura, Barletta e Trani i sindaci hanno deciso l’evacuazione e chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Chiusura confermata anche domani per poter procedere alle verifiche strutturali degli edifici.
A Trani è crollato un pezzo del timpano della facciata della chiesa di San Domenico; fortunatamente il sagrato era già transennato e interdetto al transito per le cattive condizioni dell’edificio.

Terremoto: Italia sempre a rischio

Il terremoto in Puglia dimostra per l’ennesima volta quanto il territorio italiano sia a rischio. Quindi è molto importante sapere esattamente che cosa fare in caso di sisma per non cadere nel panico, salvarsi la vita e aiutare chi è in pericolo.
Utilissimo a questo scopo il sito della Protezione civile, che spiega nei particolari come ci si deve comportare.

Durante un terremoto: che cosa fare
  • Se ci si trova in un luogo chiuso, è indispensabile mettersi sotto una trave, nel vano di una porta o vicino a una parete portante.
  • Bisogna fare grande attenzione alle cose che cadendo potrebbero colpirci, come intonaco, controsoffitti, vetri, mobili e oggetti vari.
  • Usare cautela nell’uso delle scale: spesso sono poco resistenti e rischiano di danneggiarsi.
  • Va evitata l’ascensore: bloccandosi può diventare una trappola.
  • Fare molta attenzione alle altre possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas.
  • Se ci si trova all’aperto: allontanarsi velocemente da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche. Vasi, tegole e altri materiali cadendo diventerebbero molto pericolosi per la nostra incolumità.
Dopo un terremoto: usare prudenza
  • Assicurarsi dello stato di salute delle persone che sono con noi; se necessario, prestare i primi soccorsi.
  • Usare prudenza e uscire indossando sempre le scarpe. In strada ci si potrebbe ferire con vetri rotti e altri materiali.
  • Se ci si trova in una zona a rischio maremoto, via subito dalla spiaggia per andare in un posto elevato.
  • Si deve arrivare velocemente nelle aree d’attesa che ha previsto il Piano di protezione civile del Comune.
  • Vanno ridotti al minimo l’uso del telefono e quello dell’auto per non intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.
Prevenzione: un fattore chiave

Per migliorare le condizioni antisismiche della propria abitazione a volte è sufficiente rinforzare i muri portanti. Anche rendere più solidi i collegamenti fra pareti e solai è importante. Ma per fare la scelta corretta, è bene farsi consigliare da un tecnico competente. Intanto si possono prendere da subito piccoli accorgimenti molto utili in caso di terremoto, perché rendono più sicuro l’ambiente di casa. Ecco i principali:

  • Allontanare i mobili pesanti da letti o divani.
  • Fissare alle pareti scaffali, librerie e altri mobili alti.
  • Appendere quadri e specchi con ganci chiusi, che impediscano loro di staccarsi dalla parete.
  • Mettere gli oggetti pesanti sui ripiani bassi degli scaffali e su quelli alti assicurare gli oggetti con del nastro biadesivo.
  • In cucina è importante utilizzare un fermo per l’apertura degli sportelli dei mobili dove ci sono piatti e bicchieri, così non si apriranno durante la scossa.
  • Bisogna sapere sempre dove si trovano e come si chiudono i rubinetti di gas e acqua e dove si trova l’interruttore generale della luce.
  • Vanno individuati i punti sicuri della propria abitazione, per ripararsi in caso di terremoto: i vani delle porte, gli angoli delle pareti, sotto il tavolo o il letto.
  • In casa è bene avere una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile. E tutti devono sapere dove si trovano.
  • Informarsi se esiste e cosa prevede il Piano di protezione civile del proprio Comune. Se non è stato predisposto, si deve pretendere che sia fatto al più presto, così da sapere come ci si deve comportare in caso d’emergenza.
Terremoto: tutti devono essere pronti

Sembrano cose banali. Ma ricordarle tutte e creare degli automatismi mentali non è facile. Sono comportamenti importantissimi per affrontare i pericoli di un terremoto senza perdere tempo prezioso e senza farsi prendere dal panico.

Un’indecisione, anche di pochi secondi, potrebbe essere fatale per sé e per gli altri. E aver fatto prima le cose consigliate dalla Protezione civile è altrettanto importante. Ma soprattutto sarebbe ora che questi concetti basilari, come quelli di pronto soccorso, diventassero una materia di studio a scuola. E che venissero insegnati agli adulti con appositi corsi di prevenzione.

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