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Djokovic espulso dall’Australia: l’italiano Caruso prende il suo posto a Melbourne

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Novak Djokovic: la Corte federale australiana presieduta dal giudice James Allsop ha confermato la cancellazione del visto del tennista serbo, numero 1 della classifica mondiale.

Djokovic era sbarcato in Australia 11 giorni fa da non vaccinato tramite un’esenzione medica. Fermato alla frontiera, aveva ottenuto un primo via libera dal giudice. Ma in seguito aveva dovuto ammettere un errore amministrativo nella compilazione della dichiarazione di viaggio da parte di un suo collaboratore, che non aveva segnalato spostamenti precedenti in altri Paesi. Così come la sua positività a un test Prc anti-Covid nel dicembre scorso. Adesso il tennista serbo ha perso l’appello contro la decisione del ministro dell’Immigrazione Alex Hawke e dovrà lasciare il Paese. Non parteciperà dunque agli Australian Open.

Gli organizzatori del torneo avevano pubblicato l’order of play della giornata di lunedì, apertura degli Australian Open, prima della sentenza di espulsione di Djokovic. Il match del numero 1 del mondo, come racconta l’Agenzia Dire, era stato programmato come ultimo appuntamento della Rod Laver Arena. Ora il suo posto andrà ad un ‘lucky loser’, che sfiderà dunque il serbo Miomir Kecmanovic

Per l’Atp, il lucky loser che prenderà il posto di Djokovic nel tabellone principale degli Australian Open è l’italiano Salvatore Caruso, numero 150 del mondo.

Campione a pezzi

“Vorrei fare una breve dichiarazione per commentare gli esiti dell’udienza di oggi in tribunale. Ora mi prenderò del tempo per riposarmi e riprendermi, prima di fare ulteriori commenti oltre questo. Sono estremamente deluso dalla sentenza“, scrive Novak Djokovic.

Non posso restare in Australia e partecipare agli Australian Open”, prosegue Djokovic nella nota. “Rispetto la sentenza della Corte e collaborerò con le autorità competenti in relazione alla mia partenza dal Paese. Mi dispiace che l’attenzione delle ultime settimane sia stata su di me e spero che ora possiamo concentrarci tutti sul gioco e sul torneo che amo. Vorrei augurare ai giocatori, ai funzionari del torneo, allo staff, ai volontari e ai fan tutto il meglio per questa edizione. Infine, vorrei ringraziare la mia famiglia, i miei amici, la mia squadra, i tifosi, i tifosi e i miei compagni serbi per il vostro continuo supporto. Siete stati tutti una grande fonte di forza per me”.

Confini protetti

“La Full Federal Court of Australia ha deciso all’unanimità di respingere la domanda di revisione giudiziaria del signor Novak Djokovic che mirava a contestare la decisione del ministro dell’Immigrazione di annullare il suo visto. Questa decisione di annullamento è stata presa per motivi di salute, sicurezza e ordine pubblico. Accolgo con favore la decisione di proteggere i nostri confini e gli australiani”. Così il primo ministro australiano Scott Morrison ha commentato la sentenza che conferma l’espulsione di Djokovic dall’Australia.

“Come ho detto venerdì – continua – gli australiani hanno fatto molti sacrifici durante questa pandemia e giustamente si aspettano che il risultato di quei sacrifici venga protetto. Durante la pandemia, insieme abbiamo raggiunto uno dei tassi di mortalità più bassi, e i tassi di vaccinazione più alti al mondo. I confini protetti sono fondamentali per lo stile di vita australiano, così come lo stato di diritto. Il nostro governo lo ha sempre capito ed è stato preparato a prendere le decisioni e le azioni necessarie per proteggere l’integrità dei nostri confini”.

Infine Morrison ringrazia le corte “per la pronta attenzione a questi problemi e per la pazienza di tutte le parti coinvolte mentre abbiamo lavorato per risolvere questo problema. Ora è il momento di andare avanti con gli Australian Open e tornare a godersi il tennis durante l’estate“. 

Maltrattato per 11 giorni

Di tutt’altro tenore le parole del presidente serbo Aleksandar Vucic, su quello che è diventato anche un caso diplomatico. “Ho detto a Djokovic che non vedo l’ora che torni in Serbia, nel suo Paese, dove è sempre il benvenuto. Hanno maltratto il miglior tennista del mondo per 11 giorni, e all’undicesimo giorno hanno preso la decisione del primo giorno”.

Vucic ha ironicamente assicurato che gli atleti australiani che a marzo andranno in Serbia per i campionati del mondo indoor di atletica leggera non avranno problemi: “Non li maltratteremo per via delle elezioni”.

Parla Caruso

“Non ho seguito molto la vicenda Djokovic, sono qui per giocare a tennis. Diciamo che sono diventato il lucky loser più famoso della storia…“. L’espulsione last minute di  Djokovic ha sistemato nel tabellone degli Australian Open, al posto del serbo, il tennista italiano.

Che dice a Sky Sport 24: “Onestamente fra tennisti non si è parlato troppo della vicenda Nole. Qui ci giochiamo uno slam e siamo concentrati sul nostro lavoro. Per lui è una brutta botta, ma è un grandissimo campione e credo che col tempo troverà la forza per superare anche questo momento di difficoltà”.

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