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Canepari (Snami Piacenza): alla cura dei pazienti non serve il direttore assistenziale Ausl

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L'ospedale Guglielmo da Saliceto e Davide Canepari, presidente Snami di Piacenza

Davide Canepari: anche il presidente piacentino dello Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani) attacca la scelta della Regione Emilia-Romagna. L’assessorato alle Politiche per la salute, guidato da Raffalele Donini, ha pensato di formalizzare nelle Aziende sanitarie la presenza di una nuova figura dirigenziale, quella del direttore assistenziale. Una figura già inserita senza previsione di legge in alcune Ausl, tra cui per esempio quella di Piacenza.

La decisione dell’assessorato, già bocciata a livello regionale dallo Snami e da altre organizzazioni sindacali, nel frattempo ha avuto il plauso di oltre 400 medici, tutti dipendenti di Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, che hanno sottoscritto una lettera a favore dell’inserimento in pianta organica del direttore assistenziale.

“Diciamola tutta, al di là delle sottigliezze normative: il direttore assistenziale in sostanza è un professionista sanitario, senza laurea in medicina, che da dirigente avrà il compito di organizzare il lavoro dei medici. E non si capisce in base a quali competenze”, afferma il dottor Canepari.

Nuova burocrazia

La mossa dell’assessorato alla Salute poi lascia perplessi “perché con l’istituzione di 15 nuove ‘poltrone’ e relativi staff in tutta la regione non si fa altro che che aggravare il peso della macchina sanitaria, già satura sul piano burocratico. Infatti, da quanto è dato sapere, i compiti dei nuovi direttori assistenziali, che riporteranno direttamente ai direttori generali delle Aziende sanitarie, si andranno a sovrapporre con il lavoro organizzativo degli attuali dirigenti sanitari e dei medici ai vari livelli di servizio”.

Quindi, aggiunge Canepari, “non si capisce come formalmente saranno divisi i compiti; quali saranno i vantaggi dal punto di vista dell’efficienza, dell’efficacia e della razionalizzazione dei servizi sanitari anche in rapporto al lavoro dei medici di medicina generale; e soprattutto non si capisce quali saranno i miglioramenti che otterranno i pazienti. Quei cittadini che – non dimentichiamolo mai – sono i soggetti deboli, coloro che devono essere sempre al centro dell’attività di tutti, medici, infermieri e personale amministrativo impegnato nella sanità”.

I veri problemi

Proprio per questo il presidente provinciale dello Snami di Piacenza invita l’assessorato dell’Emilia-Romagna a concentrarsi su altre problematiche, per lui ben più importanti, dove investire le risorse regionali. “Oggi, oltre alla pandemia che continua e ai piani vaccinali da completare, abbiamo da affrontare altre emergenze ben evidenti anche a Piacenza: vanno tagliati drasticamente i lunghissimi tempi di attesa per esami e visite specialistiche nelle strutture pubbliche. Perché ormai sempre più spesso i nostri pazienti, per eseguire i percorsi diagnostici e sottoporsi a eventuali interventi chirurgici, finiscono in strutture private a loro spese. Poi, i Pronto soccorso non solo vanno riaperti, ma devono essere dotati di tutti i servizi necessari per svolgere al meglio la loro funzione”.

Infine, “è ora che si investa con un piano serio e circostanziato sulla medicina territoriale”. Un tema di cui tutti parlano, “ma che nei fatti continua ad avere enormi buchi strutturali: dalle case della salute che non ci sono per non parlare della nostra montagna che di medici a disposizione ne ha sempre meno. Tutti problemi – conclude Canepari – che di certo non saranno risolti dall’arrivo dei nuovi e costosi direttori assistenziali”.

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1 commento

  1. Per chi volesse approfondire, ecco l’ultimo comunicato dell’intersindacale:
    https://www.anaaoemiliaromagna.it/news/direzione-assistenziale-la-ricerca-del-consenso-ad-ogni-costo/

    Incredibile presa di posizione dei medici apicali (direttori di Dipartimento e di Unità Complessa), lesiva delle prerogative dei medici e dirigenti sanitari. Con spirito aziendalista di puro stampo sovietico, svendono per un piatto di lenticchie la professionalità dei colleghi. Si accorgeranno delle conseguenze quando i loro collaboratori medici e sanitari si vedranno il lavoro organizzato dagli infermieri. Senza nessuna offesa per gli infermieri: ma a ciascuno la propria professionalità.

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