Home Attualità

Governo Draghi al capolinea: voto anticipato o altre soluzioni?

governo-draghi-al-capolinea-voto-anticipato-o-altre-soluzioni

Mario Draghi e il suo Governo sembrano al capolinea. Già oggi il premier potrebbe salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Il motivo è lo scollamento definitivo dei 5 Stelle dalla maggioranza che lo sostiene. Ieri sera per voce di Giuseppe Conte hanno annunciato che non voteranno in Senato il decreto Aiuti. “Non siamo disponibili a concedere cambiali in bianco, le dichiarazioni di intenti non bastano”, ha detto in sintesi il presidente dei 5 Stelle. E Draghi ha ribadito: “Se non votate la fiducia non sono disponibile ad andare avanti”.

Scenario drammatico

L’apertura della crisi di Governo si inserisce in uno scenario drammatico. La pandemia non molla; l’inflazione galoppa, impoverisce e riduce le capacità di spesa di famiglie e imprese; la guerra in Ucraina continua con conseguenze sempre più gravi e c’è il rischio concreto di un ulteriore peggioramento dell’andamento economia interna e internazionale. In questo quadro, Draghi ha ribadito inutilmente a Conte come abbia intenzione di agire velocemente su una serie di provvedimenti, dal taglio del cuneo fiscale all’introduzione del salario minimo, che sono priorità indicate anche dal Movimento.

Da Meloni a Letta

Le altre forze politiche al momento non sembrano avere grandi capacità di manovra. Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia chiede al presidente Sergio Mattarella lo scioglimento delle Camere e il voto anticipato. Stessa linea per la Lega: “Se i 5 Stelle non votano un decreto della maggioranza, fine, parola agli italiani. Si va a votare”, ha dichiarato Matteo Salvini. Anche Enrico Letta ha una posizione simile. Il segretario del Pd infatti da un lato ha chiesto una verifica agli alleati, ma poi ha commentato la situazione dicendo che “non è una nostra ripicca il fatto di dire che se cade il Governo si va al voto. È nella logica delle cose”.

La scommessa

Al di là delle frasi di rito, la decisione di Conte indubbiamente rimette la questione non solo nelle mani di Draghi ma anche delle altre forze della maggioranza che fin qui hanno sostenuto il premier. E si apre una partita politica dall’esito incerto, che vede in Mattarella il terminale di tutte le decisioni. I 5 Stelle in sostanza paiono puntare sul rinvio alle Camere del premier da parte del capo dello Stato. A quel punto sarebbero gli altri partiti, dalla Lega al Pd, a spegnere la luce sull’Esecutivo. Cioè a doversi assumere la responsabilità di non confermare la fiducia a Draghi. Una mossa spregiudicata? Per diversi osservatori sì. Una scommessa rischiosa, nella convinzione che nessuno davvero voglia il ritorno alle urne prima della naturale scadenza della legislatura nella primavera del prossimo anno. Quindi un Draghi bis, oppure l’uscita di scena del premier, gravida di pesanti incognite, anche in caso della formazione di un nuovo Governo basato su più determinate prospettive programmatiche, dall’economia alla nuova legge elettorale.

+ posts

Il Mio Giornale.net ha solo un obiettivo: fare informazione d’attualità in modo libero, indipendente e con spirito di servizio. Per aiutare i lettori a capire e scegliere, tenendo i fatti separati dalle opinioni.

Articolo precedenteIl sindaco Tarasconi al rush finale: ecco gli ultimi nomi sulla scacchiera della Giunta
Articolo successivoProcura di Piacenza: qualche domanda sulla crisi degli organici che l’ha messa in ginocchio

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.