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Mercato immobiliare italiano peggiore d’Europa: Confedilizia, giù Imu e Tasi

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Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia
Mercato immobiliare: in Italia la crisi continua. A dire che non c’è ripresa stavolta sono i dati Eurostat. Per l’Istituto di statistica europeo il nostro è infatti l’unico Paese della Ue dove i prezzi delle case sono scesi nel secondo trimestre del 2019 (-0,2% rispetto allo stesso periodo del 2018).
Poca cosa? No, soprattutto se si confronta il trend italiano con l’andamento degli altri mercati immobiliari dagli aumenti a due cifre (Ungheria, +14%; Lussemburgo +11,4%; Croazia +10,4%, Portogallo +10,1%). Senza contare che Eurostat segnala in media una crescita dei prezzi consistente per tutto il resto del vecchio continente (+4,2%).
Mercato immobiliare: copia e incolla
«La tendenza è talmente conclamata che ormai Eurostat fa ‘copia e incolla’ quando diffonde le statistiche sui prezzi delle case in Europa. Ha già la frase pronta: ‘…while prices fell in Italy’», commenta con amara ironia il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. «Nonostante questo, il nostro Parlamento e il nostro Governo non sembrano aver colto la gravità della situazione. Nella Nota di aggiornamento del Def, infatti, non abbiamo letto nulla in merito a propositi di rilancio del settore immobiliare».
Mercato immobiliare: giù Imu e Tasi
Grazie a Confedilizia, sottolinea il presidente della storica associazione dei proprietari di case, «è stata ritirata l’idea di una riforma del catasto, raccomandata dalla Commissione europea al fine di aumentare la tassazione sugli immobili; ma è solo uno scampato pericolo: la patrimoniale Imu-Tasi da 22 miliardi l’anno va ridotta, anche per stimolare i consumi, altro che aumentata».
Al contrario, conclude Spaziani Testa, «si legge di progetti di ridurre gli incentivi per le ristrutturazioni immobiliari (l’unico sistema che ha consentito di muovere il settore negli ultimi anni) e non si sono ancora ricevute rassicurazioni sulla stabilizzazione della cedolare secca per gli affitti, nonostante lo stesso Governo abbia scritto nella Nadef che si tratta di un formidabile disincentivo all’evasione».

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