Regionali all’insegna delle previsioni: Veneto al centrodestra, mentre in Puglia e Campania vince il centrosinistra in versione campo largo. Ma quello che ha caratterizzato questa tornata elettorale è stato il crollo dell’affluenza, con il dato complessivo che si è fermato al 43,64%, contro il 57,60% delle precedenti elezioni nelle tre regioni.
Maglia nera dei votanti il Veneto, dove alle urne si è recato appena il 44,65% degli aventi diritto, oltre 16,5 punti in meno rispetto al 61,16% di cinque anni fa. Anche in Puglia si conta un -14,61% (41,82% contro 56,43%), mentre in Campania, si è registrato un 44,06% contro il 55,52% delle precedenti Regionali (-11,46%).
Lega super in Veneto
Alberto Stefani, il candidato voluto da Matteo Salvini per il dopo Luca Zaia, si è affermato con il 65% contro Giovanni Manildo (sotto il 29%) alfiere del campo largo. A livello di liste, lo strapotere leghista si è confermato con il 36% dei consensi; staccato Fratelli d’Italia attorno al 20%, con Forza Italia al 6,5%. Sorpresa ha destato l’outsider Riccardo Szumski, ex leghista vicino ai “no vax”, che con la lista “Resistere Veneto” ha superato il 5%. Il Movimento 5 Stelle ha registrato invece un risultato negativo, fermandosi al 2,23%, surclassato dal 16,68% del Partito democratico.
Puglia e Campania: campo largo ok
Trionfo in Puglia per Antonio Decaro: si è imposto col 64% dei voti contro il 35% di Luigi Lobuono, civico vicino a Forza Italia. Il centrosinistra ha brindato anche in Campania, dove Roberto Fico con oltre il 60% dei consensi ha stravinto contro Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri, espressione del partito della premier Giorgia Meloni, che si è fermato attorno al 36%.
Tra i partiti, in Puglia il Pd si è confermato al vertice, sfiorando addirittura il 26% dei consensi, mentre in Campania è rimasto primo con circa il 19% dei voti. Il centrodestra, pur sconfitto, ha migliorato le performance in Campania, con Fratelli d’Italia (11,6%) e Forza Italia (10,9%) che hanno raddoppiato le percentuali ottenute nel 2020, mentre la Lega è l’unico partito ad aver lievemente peggiorato (dal 5,65% al 5,38%). Risultati deludenti per il Movimento 5 Stelle: in entrambe le regioni meridionali è sotto il 10%.







