Sicurezza stradale: meno vittime è una buona notizia. Ma mentre l’Italia migliora, molti Paesi europei lo fanno più rapidamente. Per Rime (Rete italiana mobilità equa), che unisce più di 30 realtà a cui aderisce anche l’Associazione Sonia Tosi di Piacenza, è da qui che deve partire la valutazione del nuovo Codice della strada.
Nel 2025, secondo i dati Istat, le persone uccise sulla strada sono state 2.868, contro le 3.030 del 2024 (-5,3%). Un calo che Rime in una nota accoglie con favore ma anche con preoccupazione. Nello stesso periodo sono infatti aumentati sia gli scontri (177.207, +2,2%) sia i feriti (237.822, +1,7%). In questo quadro, un fattore che merita approfondimento è il probabile potenziamento dei controlli su strada avvenuto a inizio 2025. Ma comunque quasi il 73% degli scontri si registra sulle strade urbane e la velocità resta confermata come causa principale negli scontri mortali in città.
Rispetto al 2019, anno di riferimento per il “Decennio d’azione per la sicurezza stradale”, le vittime sono calate solo del 9% e i feriti dell’1,5%. Per centrare l’obiettivo di dimezzamento entro il 2030, prosegue la nota, l’Italia però dovrebbe essere a circa -30%: mancano all’appello quasi 700 vite, posto che l’unico numero davvero accettabile è zero. Il dato più allarmante riguarda il posizionamento internazionale: con 49 morti per milione di abitanti, l’Italia scivola dal 19° al 21° posto nella graduatoria dell’Unione europea per mortalità stradale, superata anche da Polonia e Ungheria.
La sfida del nuovo Codice
I numeri mostrano un segnale incoraggiante ma insufficiente, e un campanello d’allarme sul posizionamento dell’Italia in Europa. Per Rime, non possiamo accontentarci di un calo dei morti se aumentano scontri e feriti, se restiamo lontanissimi dagli obiettivi del 2030, e se sappiamo, come dimostrato in altri Paesi europei, che con scelte strutturali sulla velocità, sui controlli e sulla mobilità attiva si possono ridurre vittime e feriti in modo molto più consistente.
L’Italia ha oggi una rara opportunità: è in corso la riscrittura complessiva del Codice della strada. Come già dichiarato nel tavolo di consultazione pubblica aperto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rime chiede un Codice centrato sulle persone, su controlli efficaci e all’altezza delle tecnologie attuali, sulla strutturale moderazione della velocità soprattutto nelle città, e sulla strada come spazio di convivenza e giustizia sociale. In una parola: sulla prevenzione.
La buona notizia è che possiamo ridurre ancora le vittime. La domanda è se avremo il coraggio di adottare politiche che hanno già dimostrato di funzionare. In conclusione, Rime auspica che la riscrittura in corso tenga conto delle evidenze e del contributo delle associazioni, per una norma chiave che sia all’altezza del futuro sistema della mobilità in Italia.







