Economia

Space economy: nuove risorse con il bando regionale dell’Emilia-Romagna

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Space economy: 5 milioni di euro stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere nuovi progetti in settori individuati dalla “Strategia di specializzazione intelligente”: l’economia dell’aerospazio, appunto, e la pianificazione di infrastrutture critiche. Progetti con una forte valenza territoriale e sviluppati dalle filiere di piccole e medie imprese con personale altamente qualificato; miniaturizzazione dei satelliti, sviluppo di materiali e prodotti destinati allo spazio; ma anche cybersecurity e sicurezza tradizionale, simulazione e controllo in tempo reale.

Si tratta di un nuovo stanziamento che dà concretezza alla recente missione istituzionale a Houston, cuore mondiale dell’economia aerospaziale, insieme a università, cluster e imprese, spiega una nota della Regione. La missione negli Usa, fortemente voluta da Bologna, ha avviato collaborazioni in un settore fortemente strategico, permettendo di definire la partecipazione di quattro aziende regionali – Barilla, Dallara automobili, Tecnogym e Gvm Care & Research – alla prima stazione orbitante privata, in cui è impegnata la società statunitense Axiom Space con la collaborazione scientifica della Nasa.

Ricerca in orbita

Barilla, Dallara Tecnogym e Gvm, eccellenze nazionali del made in Emilia-Romagna e leader nei rispettivi settori, potranno così utilizzare questa straordinaria esperienza, in condizioni estreme e di microgravità, per fare ricerca e sviluppare nuove tecnologie in ambiti di grande interesse. Come sistemi alimentari nello spazio e alimentazione in situazioni critiche; materiali innovativi e compositi resistenti in orbita; gestione ottimale e allenamento del corpo umano nello spazio e controllo da remoto dello stato di salute.

Tutti settori con importanti ricadute in alcuni comparti strategici dell’Emilia-Romagna quali automotive, packaging, biomedicale, wellness, automazione e Ict, food. A essere coinvolte saranno quindi diverse filiere produttive regionali: non a caso nella missione regionale a Houston erano presenti numerose aziende emiliano-romagnole attive nel settore aerospaziale.

Bonacci e Colla: crescere ancora

L’obiettivo del nuovo bando sulla space economy “è incentivare e sostenere gli investimenti in un comparto tra i più innovativi nell’economia mondiale dei prossimi decenni; a cui guardano con molto interesse imprese consolidate, piccole e grandi, dell’Emilia-Romagna, nonché promettenti startup”, sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla.

“L’Emilia-Romagna può vantare infatti un settore già fortemente specializzato, che integra elevate capacità in termini di infrastrutture per la ricerca e l’alta formazione con la forte vocazione alla ricerca e internazionalizzazione delle nostre aziende. Un ambito ad alto valore aggiunto e con importanti ricadute a livello scientifico e industriale: acquisizione di dati satellitari per l’agricoltura, l’ambiente, il meteo, studio di nuovi materiali, salute, alimentazione, farmaceutica e scienze della vita”.

Infine, concludono Bonaccini e Colla, “è importante dare un seguito concreto alle missioni istituzionali che facciamo come Regione insieme a imprese, università, cluster ed enti di ricerca; per creare sempre di più le condizioni per buona occupazione e sviluppo sostenibile, rafforzando la collaborazione con i territori più avanzati. Stiamo progettando e consolidando una nuova piattaforma tecnologica di livello internazionale in settori a più alta crescita nei prossimi anni”.

Il bando ai raggi X

Approvato dalla Giunta regionale, il nuovo bando sulla space economy ha una dotazione di 5 milioni di euro, di cui 2 provenienti da risorse Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e 3 dal Fondo di coesione. Queste ultime risorse potranno essere impiegate per sostenere progetti presentati da grandi imprese, escluse dai fondi Fesr. Possono presentare domanda: singole imprese; consorzi con attività esterna; soggetti giuridici iscritti al Rea (Repertorio economico amministrativo); aggregazioni di imprese.

I progetti partiranno dalla dimensione minima di 250mila euro e dal contributo massimo di 700mila. Il sostegno sarà a fondo perduto con una base del 45% per l’investimento in ricerca e dal 20% per i costi riferiti allo sviluppo sperimentale. Percentuali, queste, che potranno essere aumentate entrambe del 5% qualora il progetto preveda contratti di collaborazioni con laboratori appartenenti alla Rete Alta tecnologia dell’Emilia-Romagna.

Per le piccole e medie imprese sarà inoltre possibile ottenere un ulteriore 10% qualora sia prevista l’assunzione a tempo indeterminato di nuovi ricercatori, oppure nel caso in cui l’impresa abbia la sede locale in un’area colpita dalla recente alluvione.

La piattaforma per la presentazione delle domande, tramite l’applicativo Sfinge 2020, aprirà il 25 luglio 2023 (ore 13) e si chiuderà il 26 settembre (ore 13), conclude la nota della Regione. È previsto un webinar di presentazione domani, mercoledì 19 luglio, alle 14.30: questo il link per registrarsi.

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