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Sulla strada giusta: 800 giovani all’apertura del concorso dell’Associazione Sonia Tosi

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Sulla strada giusta: si è aperta ieri la terza edizione del concorso promosso dall’Associazione Sonia Tosi di Piacenza. Al teatro Politeama c’erano circa 800 ragazzi di 35 scuole superiori di città e provincia, che si sono confrontati con alcuni esperti del settore per approfondire i temi della sicurezza stradale. Temi che quest’anno vengono proposti con il titolo: “Guidare il cambiamento: mobilità sostenibile, sicurezza, comportamenti stradali”.

Responsabilità individuale e…

Per prima cosa, come hanno ricordato il presidente e la vicepresidente dell’Associazione, Danilo e Simona Tosi – papà e sorella di Sonia, vittima della strada – bisogna mettersi in un’ottica di responsabilità. Di sicuro è individuale, guardando a distrazione, velocità, guida in stato d’ebbrezza o con assunzione di sostanze stupefacenti. Ma in gioco c’è anche una responsabilità collettiva. Perché gli utenti sono diversi: per i mezzi utilizzati, ma anche per età, compresi bambini e anziani. Quindi, se serve assoluto rispetto per le regole, vanno tenute in grande considerazione anche le differenze di chi circola sulle strade.

Insomma, dal dibattito è emerso come la mobilità sia un puzzle composto da tanti fattori. E l’obiettivo dev’essere quello di rendere le strade più sicure in tutti modi possibili, lavorando sì sul fattore umano, ma anche valutando le regole collettive che possono ridurre gli incidenti stradali. Per esempio, ieri è stato sottolineato ancora una volta come la velocità sia un elemento negativo anche nella circolazione cittadina. Come ricordano i dati Istat, è infatti sulle strade urbane che avvengono tre incidenti su quattro. E la velocità è sempre la prima causa di morte in caso scontro.

In questo quadro entrano in gioco anche le regole collettive che vanno messe in discussione. Come per esempio la necessità di ampliare le zone con il limite dei 30 km orari, perché una città che si muove più lentamente è più sicura per tutti, automobilisti, pedoni e ciclisti. Soluzioni del genere però possono essere viste come un’imposizione. Allora, perché vengano accettate e rispettate, vanno trasferite in modo efficace e positivo. Quindi anche la comunicazione diventa un altro pezzo fondamentale del puzzle per garantire più sicurezza stradale.

La sfida lanciata dal concorso

Così si arriva alla sfida lanciata dal concorso di quest’anno ai giovani piacentini sull’onda dello slogan “#ioManifesto per la sicurezza stradale”. I concorrenti infatti dovranno lavorare proprio sulla comunicazione, creando un manifesto/locandina sulla prevenzione dell’incidentalità, sempre con particolare attenzione al ruolo del fattore umano. L’obiettivo è trovare il modo migliore per stimolare i giusti comportamenti, a vantaggio di una mobilità più sicura per tutti e più rispettosa dell’ambiente.

L’appuntamento per scoprire chi avrà vinto è il prossimo 8 maggio a Palazzo Gotico. Il progetto “Sulla strada giusta” ha il patrocinio della Prefettura di Piacenza, della Regione Emilia-Romagna, della provincia di Piacenza, dell’Aci e dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale; è realizzato con la collaborazione del Comune di Piacenza, il sostegno della Banca di Piacenza, e rientra nell’ambito di Piacenza 2030 Giovane Città Futura.

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