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Taglio del cuneo fiscale: ecco il nuovo bonus Irpef

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La sede del ministero dell'Economia e delle finanze in via XX settembre a Roma

Cuneo fiscale: al via il taglio in busta paga per i lavoratori dipendenti. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri che ha approvato la misura con un decreto-legge in attuazione della legge di bilancio. Ma andiamo con ordine e vediamo i cardini del provvedimento di Palazzo Chigi sul taglio del cuneo fiscale che amplia la platea di chi potrà godere del bonus Irpef e che punta a rilanciare i consumi.

Cuneo fiscale: misure urgenti

“Il Consiglio dei Ministri – spiega la nota del governo – su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente”.

Cuneo fiscale: lo stanziamento

Il decreto-legge è stato varato “in attuazione della legge di bilancio per il 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160)”. E, prosegue l’informativa di Palazzo Chigi, “ha stanziato 3 miliardi di euro per il 2020 per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti”, intervenendo in modo “da rideterminare l’importo ed estendere la platea dei percettori dell’attuale ‘bonus Irpef'”.

Cuneo fiscale e bonus Irpef

Dal 1° luglio di quest’anno così “il bonus di 80 euro aumenta quindi a 100 euro mensili per chi ha un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi. Coloro che percepiscono un reddito da 26.600 euro a 28.000 euro, beneficeranno per la prima volta di un incremento di 100 euro al mese in busta paga”.

E per chi ha entrate maggiori maggiori che cosa cambia? “Per i redditi a partire da 28.000 euro, si introduce invece una detrazione fiscale equivalente che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35.000 euro lordi. Oltre questa soglia, l’importo del beneficio continua a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito”.
In questo modo, secondo i calcoli dei tecnici del governo, complessivamente “la platea dei beneficiari passa da 11,7 a 16 milioni di lavoratori”.

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