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Emilia-Romagna al voto: l’analisi di Alessandra Ghisleri

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Stefano Bonaccini, Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni

Emilia-Romagna al voto: chi vincerà domenica 26 gennaio nelle attesissime elezioni regionali? Verrà riconfermato il presidente uscente del centrosinistra, il Pd Stefano Bonaccini, o la spunterà Lucia Borgonzoni, la senatrice leghista candidata del centrodestra?
Ad analizzare strategie e dinamiche della campagna elettorale agli sgoccioli ci ha pensato Alessandra Ghisleri di Euromedia Research, sentita da Circo Massimo, la trasmissione del direttore di Radio Capital Massimo Giannini.

Emilia-Romagna, una poltrona per… tre

“Si è parlato tantissimo di gente e di temi nazionali a confronto con quelli locali”, ha sottolineato Ghisleri. “E si sono esclusi determinati candidati. Ha fatto specie che solo nella giornata di ieri comparisse Benini, il candidato del M5S. I candidati sono più di sette e si è dato risalto a un bipolarismo spinto, con da una parte Salvini e Borgonzoni e dall’altra Bonaccini in solitaria”.

Ghisleri: da Salvini al governo

Per far breccia tra gli elettori dell’Emilia-Romagna Salvini ha scelto tematiche “che interessano le persone; non ultima la droga, già utilizzata in campagne precedenti. I metodi sono stati tutti nuovi”. La risposta del centrosinistra si è fatta un po’ attendere. E solo ieri “dal governo c’è stata quella di andare incontro, agendo sul cuneo fiscale, a dei desideri importanti, soprattutto alla paura delle persone di diventare più povere di quello che sono. Bisognerà vedere se i tempi sono utili (da parte degli elettori, ndr) per aver non solo ascoltato ma anche recepito quello che è stato fatto”.

D’altro canto il leader leghista, per Ghisleri “ha portato l’esempio locale su territorio nazionale e viceversa, parlando ad esempio di immigrazione ed Europa anche in Emilia-Romagna. Ha battuto palmo a palmo tutte le città cercando voti citofono per citofono. Ha dato importanza alla gente”. In Emilia-Romagna “c’è un rapporto che dura da più di 50 anni fra l’istituzione e il popolo, ci sono delle persone che si sono sentite escluse anche da determinati rapporti con le cooperative locali e che desiderano invertire o cambiare questo rapporto: lui ha spinto su questo”.

Bonaccini e il buon governo

Come ha risposto il governatore uscente dell’Emilia-Romagna? Bonaccini, per l’esperta di Euromedia, “ha raccontato del buon lavoro fatto, certificato dai numeri”. Ma forse nella sua strategia “non si è voluto fare un ulteriore salto di qualità, per raccontare quale potrebbe essere un’apertura maggiore verso chi non aveva avuto quelle occasioni. È stato fatto solo come risposta e non come azione, e solo nell’ultimo periodo” della campagna elettorale.

Emilia-Romagna e Sardine

Sul voto regionale pesa anche il ruolo delle Sardine. “Si sono manifestate dimostrando che non c’erano solo le piazze di centrodestra ma un popolo di centrosinistra che aveva la necessità di farsi vedere e di far capire che era presente”, ha sottolineato Ghisleri, il tutto naturalmente a favore di Bonaccini. “Hanno avuto un’importanza mediatica molto amplificata, spesso di più rispetto al risultato, con un apporto significativo importante nel dire che, se unito, c’è chi che potrebbe valere qualcosa di più di Salvini”. Secondo Ghisleri sono state importanti; ma devono anche darsi una veste più completa, con “un organigramma, un pensiero, un progetto; altrimenti rimangono chiuse nelle loro piazze oppure nelle piazze mediatiche. Non si può dire ‘ci siamo contro’, bisogna anche organizzarsi per andare a favore di qualcosa”.

Salvini in vantaggio?

In questa situazione comunque per Ghisleri la coppia Salvini-Borgonzoni in Emilia-Romagna ha un vantaggio. Per il leader della Lega “non c’è stata ancora una sufficiente prova al governo per poter dire di aver tradito le promesse e la parola data”. In sostanza, “nel suo anno e mezzo di governo Salvini è riuscito a imporre le sue tematiche sull’Europa, sull’immigrazione, sulle pensioni con quota 100. Ma ha lasciato prima di poter applicare una tematica economica, visto che il governo è caduto ad agosto”. Una situazione che secondo la sondaggista “può lasciare nella testa delle persone la chance di poter avere lo stesso metodo ruvido per l’applicazione della pianificazione economica; ma nessuno ha ricordato che al di là della flat tax non c’era una nuova proposta economica, e questo per lui è un vantaggio, perché gli altri non hanno sottolineato questa situazione”.

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